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Il mercato degli ETF vive un momento di grande euforia. L’anno si è aperto con numeri record che migliorano gli eccellenti risultati fatti segnare nel 2017....

Francesco Lomartire Responsabile SPDR ETFs per l'Italia

26 Marzo 2018  ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


ETFWorld:  Dal punto di vista del mercato quali tematiche pensate saranno privilegiate quest’anno dagli investitori e perché?

Francesco Lomartire: Lo scenario attuale, seppur caratterizzato da una crescita globale robusta e sincronizzata, impone particolare cautela nell’affrontare le scelte di investimento.

Sul fronte azionario privilegiamo esposizioni settoriali, in particolare su settori come i finanziari, che potrebbero beneficiare del rialzo dei tassi di interesse, di una maggiore inclinazione delle curve dei tassi e di buoni fondamentali. In particolare in Europa riteniamo che banche e assicurazioni con capitale in eccesso possano distribuire dividendi più elevati o acquistare azioni proprie (c.d. buyback), così come guardare nuovamente ad acquisizioni e fusioni. Allo stesso modo gli utili realizzati negli scorsi trimestri possono aver giovato all’opera di pulizia dei bilanci, con ulteriore spazio per le future distribuzioni di dividendi.

Sul fronte obbligazionario il nostro interesse è sui bond convertibili, in primis grazie alla loro flessibilità e capacità di adattarsi all’andamento di mercato e, in secondo luogo, per la minore sensibilità che tali obbligazioni mostrano nei confronti del rischio di tassi di interesse in aumento. I bond convertibili consentono di partecipare ai rialzi azionari, a seconda del loro grado di esposizione misurato dal delta, così come di avere maggiore tenuta nelle fasi ribassiste in virtù della componente obbligazionaria che incorporano.

ETFWorld:  Dal punto di vista del prodotto abbiamo visto diversi temi sviluppati dagli emittenti durante gli anni fino ad arrivare agli ETF Smart Beta. Pensate che nuovi temi verranno introdotti o ci sarà solo un affinamento di quelli esistenti e con quale motivazione?

Francesco Lomartire: Difficile attendersi un ridimensionamento dell’offerta Smart Beta. Il mercato sarà sempre in grado di esprimere nuovi fattori e l’industria di catturarne l’essenza attraverso prodotti mirati. L’importante è che gli emittenti siano in grado di “isolare” fattori che siano robusti, persistenti, comprensibili dal punto di vista economico e in grado di migliorare il profilo di rischio/rendimento di un portafoglio. Ogni fattore deve essere caratterizzato da una propria rischiosità assoluta e ovviamente contribuire a quella complessiva di portafoglio attraverso la correlazione con gli altri fattori.

ETFWorld:  Le previsioni parlano di un mercato degli ETF che dovrebbe raddoppiare le proprie dimensioni entro cinque anni. Tra cinque anni dove vedete il vostro posizionamento e quali misure pensate di attuare per mantenere una crescita pari o maggiore a quella del mercato?

Francesco Lomartire: Le prospettive di crescita sono incoraggianti per l’industria e per un player come SPDR che rappresenta a livello globale il terzo emittente per masse gestite.

La nostra ambizione è di aumentare la nostra quota di mercato europea, posizionandoci tra i primi cinque emittenti e con una gamma di strumenti trasparenti, efficienti e ben diversificati. Il mercato ci riconosce leader nell’offerta fixed income e settoriale e il nostro forte posizionamento su questi segmenti ci consentirà di guadagnare quote di mercato maggiori.

In un contesto molto competitivo, la possibilità di gestire gli attivi beneficiando di ampie economie di scala e di competenze consolidate in oltre 25 anni di presenza nell’industria globale degli Etf è un fattore chiave di successo.

ETFWorld:  L’arrivo di nuovi emittenti e la continua quotazione di nuovi ETF se da un lato esprime l’effervescenza del mercato, dall’altro rischia di rendere complicata la scelta degli strumenti sui quali investire. Cosa state facendo o farete per aiutare l’investitore istituzionale nelle proprie scelte?

Francesco Lomartire: Le indicazioni che arrivano dai professionisti dedicati alla selezione degli strumenti ci confermano che siamo molto ben posizionati in termini di value proposition, “manutenzione” della gamma, attenzione alla liquidità e adeguamento ai cambiamenti regolamentari.

Il mercato è alla ricerca di prodotti sempre più efficienti e le nostre scelte in questa direzione si traducono in maggiori opportunità di selezione da parte degli investitori. Inoltre supportiamo proattivamente tutti i nostri strumenti con view aggiornate e puntuali, in maniera tale da aiutare a coniugare l’utilizzo di un determinato strumento con la relativa fase di mercato. Possiamo contare in Europa su un team di analisti specializzati su diverse asset class, in grado di orientare le scelte di investimento a seconda del contesto.

ETFWorld:  Le Criptovalute sono un argomento che ha ormai raggiunto un’enorme popolarità anche se spesso sono conosciute solo in modo superficiale. Negli Stati Uniti si parla di un ETF correlato al Bitcoin. Ritiene che verrà mai quotato un ETF correlato ad un criptovaluta e perché?

Francesco Lomartire: Difficile valutare le criptovalute come se fossero un asset class o una valuta tradizionale, e cioè confrontandole con il tasso di interesse privo di rischio di una valuta di riferimento, quale potrebbe essere il dollaro. Il Bitcoin rappresenta un mezzo di pagamento, al pari di una qualsiasi valuta, ma senza essere garantito da asset nazionali e senza un tasso di interesse associato. Inoltre la volatilità estrema del Bitcoin rende difficile considerare le criptocurrencies in alternativa a valute come il dollaro, utilizzate da sempre come riserva di valore. 

Al di là di considerazioni sul valore assegnato al Bitcoin, ci sono altri aspetti da considerare, tra cui la volatilità, l’illiquidità, la sicurezza, la concentrazione nelle mani di pochi individui e la mancanza di una regolamentazione che impongono prudenza a chiunque approcci le criptovalute con finalità di investimento. Finché questi aspetti non saranno definiti meglio, dubitiamo che il lancio di uno strumento quotato accessibile indistintamente a tutti gli investitori, sia retail che istituzionali, possa essere autorizzato dalle autorità di regolamentazione.

ETFWorld:  La MIFID II è il grande tema del 2018. Con la piena attuazione della direttiva europea dovrebbero aprirsi all’utilizzo degli ETF anche soggetti del mercato finanziario che finora si sono tenuti a distanza da questi prodotti. Pensa che questo sarà l’effettivo punto di svolta per il mercato e come pensate di muovervi per cogliere le nuove opportunità che si apriranno?

Francesco Lomartire: La Mifid II sta già producendo i suoi effetti positivi. Gli intermediari hanno incorporato le nuove linee guida nella costruzione delle soluzioni di investimento dedicate ai risparmiatori. Il tema dei costi dei prodotti offerti impone una riflessione sull’opportunità di includere stabilmente gli Etf nelle scelte di portafoglio, non considerandoli più strumenti esclusivamente tattici.

Dal nostro punto di vista abbiamo investito molto perché i vantaggi dei nostri strumenti in termini di liquidità, efficienza e trasparenza siano evidenti per chi ha il difficile compito di costruire un prodotto di investimento destinato al retail. Inoltre la nostra infrastruttura consente di accedere agevolmente a tutte le informazioni rilevanti per chi si occupa di selezione degli strumenti.


Fonte: ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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