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Il mercato azionario cinese: Il mercato azionario cinese è una delle sorprese del 2017. All’inizio di marzo, le azioni dei mercati sviluppati hanno raggiunto il picco in euro per poi ridiscendere la china, mentre i mercati azionari dei Paesi emergenti, in particolare la Cina, hanno continuato a crescere a un buon ritmo.....


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Alla fine di agosto, l’indice MSCI China era salito del 41,69[1]% dall’inizio dell’anno, mettendo a segno una performance significativamente migliore rispetto ad altri mercati azionari dei Paesi industrializzati e ad altri Paesi emergenti. Inoltre, l’Indice MSCI China ha registrato una impressionante performance a lungo termine del 188% da agosto 2006 – sebbene con una volatilità molto alta. [2]

Deutsche Asset Management, nella suoi approfondimenti sulla gestione passiva “Passive insights”, esamina in dettaglio il fondamento di questo formidabile sviluppo e le opportunità – ma anche i rischi – che gli investitori possono considerare quando investono in titoli azionari cinesi.

In primo luogo, analizziamo la valutazione del mercato azionario cinese. Recentemente, i prezzi hanno subito un forte aumento. Il rapporto P/E atteso è attualmente pari a 14,6. Comunque, negli Stati Uniti e in Europa alcune valutazioni sono assai superiori.[3] Le società cinesi quotate in borsa presentano inoltre una forte crescita degli utili. In base alle stime degli analisti, l’EPS è salito del 14% nell’anno in corso e potrebbe raggiungere il 15% nel 2018. D’altro canto, si prevede che l’anno prossimo i mercati di Stati Uniti, Giappone ed Eurozona registreranno una flessione della redditività delle società quotate. [4]

Anche se lo status quo sembra promettente, potrebbe essere più importante per gli investitori verificare la sussistenza di solide tesi a favore di una performance positiva dei titoli azionari cinesi nel medio e lungo periodo. Due sono gli sviluppi particolarmente promettenti: la stabilizzazione dello yuan contro il dollaro USA, facendo diminuire i flussi di capitali in uscita dalla Cina e in entrata nell’area del dollaro, stemperando così i timori di un possibile atterraggio duro dell’economia cinese. Dall’altra parte, il tanto dibattuto inserimento delle azioni di classe A quotate alle borse di Shanghai e Shenzhen negli indici azionari dei mercati emergenti potrebbe stimolare l’Indice MSCI Emerging Markets. Indubbiamente si tratta dell’indice più comune per i mercati emergenti, che comprende fino a 450 azioni di classe A cinesi di società a grande o media capitalizzazione. Gli investitori con esposizione all’Indice MSCI EM potrebbero investire fino a 340 miliardi di dollari in queste azioni, migliorando l’efficienza del mercato, smorzando la volatilità e aumentando la partecipazione degli investitori istituzionali al mercato azionario cinese.[5]

Gli ETF possono costituire una buona scelta per cogliere le opportunità offerte dal mercato azionario cinese, ma gli investitori devono comprendere le unicità di tale mercato. Stando alla China Securities Index Co., attualmente alle borse di Shanghai e di Shenzhen[6] sono quotate oltre 3.300 azioni. Per molto tempo, le azioni di classe A quotate in renminbi cinesi sono state riservate esclusivamente agli investitori cinesi ma alla fine del 2011, con il lancio del programma per investitori istituzionali qualificati in renminbi (Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor - RQFII) è stato possibile lanciare ETF fisici che consentono agli investitori esteri di accedere direttamente ai mercati azionari cinesi. Deutsche Asset Management, con il proprio partner cinese Harvest Global Investments, nel 2014 ha quotato il primo ETF fisico “A-shares” in Europa sul mercato azionario tedesco.

Oltre alle azioni di classe A, ci sono le azioni H-share quotate alla borsa di Hong Kong, che finora sono state più importanti per gli investitori non cinesi. In questo caso, le società cinesi hanno quotato azioni per gli investitori internazionali in dollari di Hong Kong. Gli indici comuni come l’MSCI China – o il FTSE China 50 – costituiti ancora prevalentemente da azioni di Hong Kong e quindi di una piccola parte rispetto all’universo azionario cinese. Tuttavia, con l’inclusione delle azioni di classe A da parte dei grandi provider di indici, questa distinzione potrebbe ben presto appartenere al passato.[7]


[1]

30.12.2016-

31.08.2017

31.08.2016-

31.08.2017

31.08.2015-

31.08.2016

29.08.2014-

31.08.2015

30.08.2013-

29.08.2014

30.08.2012-

30.08.2013

41,69%

35,00%

8,04%

-9,34%

17,57%

13,55%

Performance dell’Indice MSCI China NTR USD. Le stime si basano su valutazioni, ipotesi, opinioni e analisi o modelli ipotetici che potrebbero non essere confermati. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Questo non è un prodotto di Deutsche Asset Management, bensì un indice di mercato. Fonte: Bloomberg Finance L.P. al 31.08.2017.

[2] Fonte: Passive Spotlights: azionari cinesi: i flussi seguiranno la performance? Wertentwicklung lt. Bloomberg Finance, 8.9.2017

[3] Fonte: Bloomberg Finance, 8.9.2017

[4] Fonte: Bloomberg Finance, 8.9.2017

[5] Fonte: MSCI Inc.

[6] http://www.csindex.com.cn/en/indices/index-detail/930903

[7] Le stime si basano su valutazioni, ipotesi, opinioni e analisi o modelli ipotetici che potrebbero non essere confermati. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Fonte: ETFWorl

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