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Gli afflussi verso gli ETF hanno toccato un nuovo massimo storico.........

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a cura di Marlene Hassine, Head of ETF Research

I flussi verso gli ETF hanno registrato un'ulteriore accelerazione a novembre, in un contesto in cui i mercati azionari e obbligazionari dei Paesi sviluppati sono stati sostenuti da una crescita economica persistente e sincronizzata a livello globale. Gli ETF hanno attratto 10,4 miliardi di euro di capitali nel corso del mese scorso, a fronte di 7 miliardi di euro ad ottobre.

Anche a novembre gli afflussi verso gli ETF azionari sono stati particolarmente consistenti (6,8 miliardi di euro). Nell’Eurozona le condizioni economiche e politiche sono migliorate, mentre negli Stati Uniti la proposta di legge sul taglio delle imposte presentata dai Repubblicani ha avuto un impatto positivo. Pertanto, entrambe le regioni hanno beneficiato di afflussi particolarmente consitenti il mese scorso. I flussi verso l’azionario giapponese, che nel corso degli ultimi mesi hanno beneficiato di un forte interesse da parte degli investitori, hanno subito una modesta decelerazione, ma sono rimasti solidi grazie a nuove notizie positive sul fronte economico.

Nel frattempo, gli afflussi verso il comparto del reddito fisso sono triplicati, raggiungendo i 3 miliardi di euro a novembre, trainati ancora una volta dalle obbligazioni societarie Investment Grade (1,6 miliardi di euro). Il rapporto rischio/rendimento del credito IG statunitense ha continuato ad attrarre gli afflussi degli investitori in un contesto di tassi di interesse molto bassi, mentre il tono accomodante del discorso del Presidente della BCE Mario Draghi ha spinto i flussi verso gli ETF obbligazionari europei Investment Grade. Le prospettive per il mercato del credito appaiono tuttavia più incerte per il prossimo anno. I Titoli di Stato dei mercati sviluppati hanno registrato una forte ripresa (432 milioni di euro a fronte di 199 milioni ad ottobre), mentre il debito dei mercati emergenti ha subito deflussi per il secondo mese consecutivo (-422 milioni di euro).

Anche gli ETF su materie prime hanno beneficiato di un sostanziale recupero (560 milioni di euro), mentre i flussi verso gli ETF Smart Beta hanno subito un modesto rallentamento (306 milioni di euro).

Quest’anno gli afflussi verso gli ETF (88,6 miliardi di euro) hanno già superato di oltre 17 miliardi il precedente massimo storico toccato nel 2015. Non è forse sorprendente, allora, che gli ETF su azioni, reddito fisso e materie prime abbiano tutti raggiunto nuovi livelli record.

 

Fonte: ETFWorld

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