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Il mercato degli ETF vive un momento di grande euforia. L’anno si è aperto con numeri record che migliorano gli eccellenti risultati fatti segnare nel 2017....

Marcello Chelli, referente per i Lyxor ETF in Italia

7 Maggio 2018  ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


ETFWorld:  Dal punto di vista del mercato quali tematiche pensate saranno privilegiate quest’anno dagli investitori e perché?

Marcello Chelli: Registriamo una crescente preoccupazione per un eventuale rialzo dei tassi e questo ha spinto vari investitori istituzionali (che hanno limiti nell’uso dei derivati) a valutare i nostri ETF Short e Double Short su BTP, BUND e TREASURY: in particolare la gamma Single Short su BTP e BUND, lanciata nel 2017, ha riscosso un elevato successo perché minimizza la leva e quindi il compounding effect.

Riteniamo inoltre che, nel 2018, il focus sui costi della MiFID II spingerà gli intermediari a realizzare, per gli investitori privati, soluzioni attive basate su strumenti a basso costo come gli ETF: tale aspettativa ci ha spinto a lanciare gli ETF “Core” a bassissimo costo (a partire da 4 bps di TER all’anno).

Anche lo sviluppo della consulenza indipendente a parcella dovrebbe contribuire ulteriormente all’affermazione degli ETF e pertanto attendiamo, a ottobre, l’istituzione della sezione dedicata ai consulenti autonomi. Rimaniamo infine vigili sul grado di apprezzamento dei clienti per tipologie di ETF come ESG, Smart Beta, Fattoriali, Tematici, ecc… su cui svolgiamo un ruolo attivo di promulgazione.

ETFWorld:  Dal punto di vista del prodotto abbiamo visto diversi temi sviluppati dagli emittenti durante gli anni fino ad arrivare agli ETF Smart Beta. Pensate che nuovi temi verranno introdotti o ci sarà solo un affinamento di quelli esistenti e con quale motivazione?

Marcello Chelli: La fase di incertezza dei mercati spinge sempre più gli investitori ad usare gli ETF per gestire i rischi e non più, come in passato, solo come strumento per accedere a un mercato o a un’asset class.

Per esempio, con alcuni specifici ETF si possono gestire il rischio di rialzo dei tassi (ETF obbligazionari short e ETF a tasso variabile), il rischio di ribasso dei mercati (ETF azionari short), il rischio di valuta (ETF Euro Hedged), il rischio di rialzo dell’inflazione (ETF inflativo linked), il rischio di volatilità (ETF Minimum Variance), ecc…

Riteniamo promettente questo filone che soddisfa le esigenze di protezione della nostra clientela.

ETFWorld:  Le previsioni parlano di un mercato degli ETF che dovrebbe raddoppiare le proprie dimensioni entro cinque anni. Tra cinque anni dove vedete il vostro posizionamento e quali misure pensate di attuare per mantenere una crescita pari o maggiore a quella del mercato?

Marcello Chelli:   Nel medio / lungo termine Lyxor vuole rimanere tra i 3 maggiori provider di ETF in Europa e vuole essere un one-stop-shop, dove gli investitori possano trovare qualsiasi tipologia di ETF: sia gli strumenti tradizionali, sia quelli più innovativi (es. ETF su Inflation Expectation in EUR e USD), sia quelli per la copertura dei rischi (es. gli ETF Short).

Lavoriamo costantemente sui costi (abbassandoli quando opportuno), sulla reportistica personalizzata (per es. per le assicurazioni) e sulla liquidità, supportando iniziative interessanti come la RFQ (Request For Quote) di Borsa Italiana.

ETFWorld:  L’arrivo di nuovi emittenti e la continua quotazione di nuovi ETF se da un lato esprime l’effervescenza del mercato, dall’altro rischia di rendere complicata la scelta degli strumenti sui quali investire. Cosa state facendo o farete per aiutare l’investitore istituzionale nelle proprie scelte?

Marcello Chelli:  Sui Lyxor ETF garantiamo una gamma di oltre 40 intermediari a supporto della liquidità, offriamo la massima trasparenza informativa (sul sito e sui principali info provider), forniamo un supporto umano in termini di sales e CRM, produciamo reportistica periodica personalizzata sulle esigenze del cliente, ecc..

Questi servizi, associati a costi contenuti, a un’elevata capacità di replica e a una continua innovazione, rappresentano la risposta di Lyxor alle esigenze del mercato.

ETFWorld:  Le Criptovalute sono un argomento che ha ormai raggiunto un’enorme popolarità anche se spesso sono conosciute solo in modo superficiale. Negli Stati Uniti si parla di un ETF correlato al Bitcoin. Ritiene che verrà mai quotato un ETF correlato ad un criptovaluta e perché?

Marcello Chelli:   Lyxor non ha pianificato il lancio di alcun ETF su cripto valute, mentre ha valutato alcune soluzioni tematiche più tradizionali che verranno annunciate a breve.

ETFWorld:  La MIFID II è il grande tema del 2018. Con la piena attuazione della direttiva europea dovrebbero aprirsi all’utilizzo degli ETF anche soggetti del mercato finanziario che finora si sono tenuti a distanza da questi prodotti. Pensa che questo sarà l’effettivo punto di svolta per il mercato e come pensate di muovervi per cogliere le nuove opportunità che si apriranno?

Marcello Chelli: Come detto in precedenza, la focalizzazione della MiFID II sui costi spingerà gli intermediari a realizzare, per i propri investitori privati, soluzioni attive basate su strumenti a basso costo come gli ETF.

In quest’ottica Lyxor ha lanciato la gamma di Lyxor ETF “Core”, composta da strumenti caratterizzati da tre elementi: costi estremamente contenuti con TER a partire da 0,04% all’anno (in media del 38% più economici di altri strumenti disponibili sul mercato), replica fisica e assenza di prestito titoli (per evitare il relativo rischio di controparte).

La gamma “Core” è composta da ETF nuovi, in quotazione su Borsa Italiana dal 29 marzo, che consentono di esporsi, con costi minimi, ad indici ampi e diversificati come Morningstar UK e Morningstar US (con TER di 0,04%), MSCI Japan (con TER di 0,12%) e MSCI World (con TER di 0,12%). A questi si aggiungono 9 ETF preesistenti, già quotati o autorizzati in Italia: 4 ETF su primari indici azionari europei (Euro STOXX 50, Euro STOXX 300, STOXX Europe 600 e MSCI EMU) e 5 ETF su indici obbligazionari su titoli di Stato USA sia legati all’inflazione (TIPS), sia nominali (US Treasury con scadenze a 1-3, 3-5, 5-7 e 7-10 anni).

Riteniamo che le caratteristiche degli ETF “Core” (costi estremamente contenuti e massima semplicità) attireranno l’interesse di Unit Linked e Gestioni Patrimoniali e, ovviamente, dei Fondi e degli investitori istituzionali.

ETFWorld:  Lyxor ha lanciato il primo ETF obbligazionario PIR compliant. Ci spiega i vostri prodotti?

Marcello Chelli:  Lyxor ha confermato il proprio spirito pionieristico anche in ambito PIR, lanciando nel marzo 2017 il primo ETF PIR compliant disponibile sul mercato: Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR UCITS ETF (ITAMID IM), che investe sulle 60 maggiori società italiane a media capitalizzazione.

Il secondo strumento PIR, Lyxor Italia Equity PIR (DR) UCITS ETF (ITAPIR IM), è stato istituito a maggio 2017 e replica l’indice benchmark FTSE Italia PIR Large and Mid Cap Net Tax, rappresentativo delle società a elevata e media capitalizzazione conformi alla direttiva sui PIR (indicativamente, 75% indice FTSE MIB e 25% indice FTSE Italia Mid Cap, con ribilanciamento mensile).

Lo scorso 26 febbraio Lyxor ha poi quotato su Borsa Italiana un prodotto innovativo, il primo ETF PIR obbligazionario: Lyxor Italia Bond PIR UCITS ETF (PIRB IM), caratterizzato da una modified duration sostanzialmente nulla che permette di limitare significativamente il rischio di rialzo dei tassi.

Fonte: ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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