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ETFWorld: Ormai ci avviamo verso la fine del primo trimestre del 2015 ed è possibile fare una prima valutazione dell’andamento del mercato...


Contributo di Emanuele Bellingeri, Responsabile per l’Italia di iShares


31 Marzo 2015   - ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


Il 2014 che si è chiuso con risultati record ed anche il 2015 sembra non volersi fermare. Cosa ci può dire dei vostri risultati del 2015, siete allineati alle vostre previsioni o riscontrate risultati sopra le aspettative.

 

Emanuele Bellingeri: Il 2014 si è chiuso molto bene e quindi era lecito attendersi un buon inizio di 2015. Grazie ad una serie di fattori macroeconomici e di mercato i risultati in questo primo trimestre sono anche migliori delle aspettative. In particolare sul mercato italiano assistiamo ad una situazione molto favorevole per l'industria del risparmio gestito e questo beneficia anche il segmento degli ETF. Con l'attuale livello dei tassi d'interesse, gli investitori ricercano soluzioni d'investimento diverse dai BTP e si rivolgono a prodotti di risparmio gestito o assicurativo tra cui fondi multi asset, gestioni patrimoniali e polizze multiramo. L'utilizzo degli ETF all'interno degli stessi è in crescita e questo determina un aumento anche a livello di masse. Infine, la recente apertura da parte delle banche permette anche gli investitori privati di scoprire i vantaggi degli ETF e di inserirli in portafoglio. 

 

ETFWorld: In febbraio sono stati quotati i primi fondi comuni sul mercato ETFPlus. Pensa che in futuro questi strumenti eroderanno spazio agli ETF o ritiene che invece saranno un ulteriore aiuto nella crescita del settore?

 

Emanuele Bellingeri: ‎I fondi quotati a mio parere non rappresentano ne’ una minaccia ne’ un'opportunità per gli ETF. Semplicemente si tratta dell'ampliamento dell'offerta di strumenti finanziari a disposizione degli investitori privati. Purtroppo come per ogni novità vi è sempre un po' di ritrosia da parte degli operatori del mercato. È successo così anche per gli ETF nel 2000 quando sono stati quotati per la prima volta in Europa. Anche a livello di distribuzione non vedo particolari criticità. Chi è seguito da un consulente continuerà ad esserlo, chi viceversa preferisce operare in autonomia potrà farlo anche tramite i fondi, così come in parte già avviene con le piattaforme online. 


ETFWorld:  
Secondo Voi qual è la motivazione per la quale gli ETP in genere continuano a mostrare la capacità di attrarre sempre nuove tipologie di utenti, compresi quelli che non hanno mai voluto prenderli prima in considerazione?

 

Emanuele Bellingeri: L'industria globale degli ETP ha chiuso il 2014 a quota 330,6 miliardi di dollari di afflussi, proclamando l'anno dei record. Ciò rappresenta una pietra miliare per il settore, che ha raggiunto la fase di maturità. Sicuramente il percorso di education su questi prodotti, intrapreso nel corso degli ultimi anni, ha contribuito all’apertura e all’adozione degli ETF da parte di nuove tipologie di utilizzatori. In aggiunta, il moltiplicarsi delle soluzioni disponibili, unitamente alla spinta derivante da una più elevata liquidità e maggiori asset in gestione, hanno portato ad un’ulteriore accelerazione. Si evidenzia anche un trend di opportunità a livello di ciclo di mercato: in particolare, nel corso del 2014 abbiamo riscontrato significati flussi sul segmento del reddito fisso, sia sui bond governativi, sia su quelli corporate investment grade e high yield. Considerando i livelli attuali dei tassi d'interesse e i costi di gestione, gli ETF diventano fondamentali componenti nella gestione del portafoglio, grazie alle basse commissioni di gestione, rivelandosi, oltre che efficienti, ancor più competitivi.

 

ETFWorld: L’offerta di questi strumenti è talmente ampia che diventa difficile anche per gli addetti ai lavori riuscire a conoscerli tutti. Guardando dall’esterno sembra quasi una necessità il doversi affidare a qualcuno che possa fornire una consulenza su quali strumenti si adattino meglio alle esigenze dell’utilizzatore privato. E’ effettivamente così? Cosa ci può dire in proposito?

 

Emanuele Bellingeri: L’asset allocation riveste un ruolo fondamentale nella gestione degli investimenti. Partendo da questo principio, riteniamo che gli investitori privati debbano rivolgersi a dei professionisti nella consulenza finanziaria o dovrebbero optare per soluzioni di investimento già finite o portafogli modello con ETF come sottostanti, che siano efficienti e in linea con il profilo rischio-rendimento dell’investitore stesso. Come iShares, la nostra politica commerciale prevede di parlare con intermediari e SGR per trovare la soluzione più adatta ai clienti: per esempio le gestioni patrimoniali mobiliari o i fondi che investono solo in ETF, oppure unit linked e prodotti assicurativi che investono in ETF o portafogli modello affiancati da un servizio di consulenza. A livello di mercato, notiamo positivamente un crescente interesse da parte delle reti bancarie e distributive ad usare sempre più gli ETF e pensare a nuovi modi per metterli a disposizione dei privati.

 

ETFWorld:  Quali sono i vostri obiettivi per l’anno in corso e tramite quali attività contate di raggiungerli?

 

Emanuele Bellingeri: In Italia iShares punta a consolidare la nostra quota di mercato, che alle fine del 2014 era pari al 54% in termini di patrimonio in gestione relativa agli ETF depositati su Monte Titoli. Le iniziative riguardano trasversalmente diversi tipi di clientela al fine di affiancare in modo efficace investitori istituzionali (assicurazioni, fondi pensioni, casse di previdenza, gestori etc), oltre a private banking, reti bancarie, distributive e consulenti. L’obiettivo comune è di promuovere gli ETF e sviluppare specifiche soluzioni che adottano gli ETF come componenti nell’asset allocation. Siamo sempre orientati a stringere nuove partnership che ci permetteranno di evidenziare nuove frontiere nell’universo degli investimenti.


Fonte: ETFWorld - Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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