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ARTICOLI DEL CORRIERE DELLA SERA SUGLI ETF

Lunedi 4 ottobre sul Corriere della Sera sono stati pubblicati degli articoli riguardanti gli ETF che trovate in parte citati …. Il primo articolo si intitola:

Borsa, i gestori sono finiti al tappeto

Solo un fondo su 4 ? riuscito a battere gli ETF negli ultimi due anni. E l’esperienza insegna che sulle grandi distanze le cose possono peggiorare…

?Sulle distanze pi? lunghe sono praticamente imbattibili. Gli Etf, gli Exchange traded fund, i fondi quotati che replicano i principali indici azionari, hanno dato la birra ai gestori attivi da due anni a questa parte?

Con questa frase inizia l’ampio articolo del Corriere della sera di Lunedi 4 ottobre 2004 che analizza e confronta i redimenti degli ETF e dei fondi azionari attivi.
Da questo confronto risulta come esistono dei gestori capaci di battere l’ETF di riferimento, ma anche che questo numero diminuisce sensibilmente allargando la finestra temporale di analisi.
Infatti se da inizio anno nel 51% dei casi il rendimento dei fondi attivi supera quello degli ETF, questa percentuale si riduce al 39% a 12 mesi ed al 23% a 2 anni.
L’articolo si conclude con la previsione di una sicura crescita del successo degli ETF grazie anche all’aumento del loro numero e con la constatazione che ? di gran lunga preferibile acquistare questi strumenti via internet perch? ?si riducono al minimo le spese di compravendita azionaria massimizzando i benefici delle frugalissime commissioni di gestione chieste dai cloni, che spesso non superano lo 0.50%?.

Il secondo articolo ? un intervista a Thomas Loeb (gruppo Mellon) che nel 1973 ha lanciato il primo replicante di borsa

Thomas Loeb, presidente e amministratore delegato di Mellon Capital management ha rilasciato per il Corriere della Sera un’intervista di cui riportiamo uno stralcio.

Perch? investire in gestioni passive piuttosto che nei fondi tradizionali?
I vantaggi dei fondi indice sono numerosi, soprattutto nel lungo termine. Statisticamente solo un fondo a gestione attiva su quattro, quindi una percentuale del 25%, riesce a superare il suo benchmark di riferimento. Un investitore privato deve risolvere il non facile problema di individuare qual’? il prodotto giusto su cui puntare
….
A chi convengono dunque i fondi che replicano gli indici? Sopratutto ai piccoli risparmiatori che decidono di investire su un dato mercato con un orizzonte di lung periodo. Questi fondi evitano infatti l’altissima incertezza dell’individuazione di un buon gestore e consentono di fare scelte generali di asset allocation. Permettono dunque all’investitore di concentrare l’attenzione sulla percentuale di portafoglio che vuole detenere in obbligazioni oppure in azioni.

I fondi indice sono efficienti in ogni mercato?
Normalmente i migliori risultati si ottengono con i fondi riferiti a mercati molto liquidi. Per questo tra le nostre gestioni passive non abbiamo prodotti dedicati ai Paesoi emergenti, molto meno efficienti di quelli di grandi aree economiche come gli Usa, l’Europa o il Giappone.

Fonte: Corriere della Sera