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Australia, su ripresa economica possibili contraccolpi da calo investimenti minerari

Fmi più prudente su prospettive crescita: I prossimi mesi vedranno l’Australia intenta a superare senza grossi contraccolpi il calo degli investimenti nel settore minerario che avevano raggiunto livelli record…

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negli ultimi due anni. Nell’ultimo outlook sulla regione Asia Pacifico il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha rivisto leggermente al ribasso le stime sull’Australia vedendo il Pil a +2,6% quest’anno e a +2,7% per il 2015, entrambi lo 0,2 per cento sotto le precedenti previsioni, ritenendo che il Paese dei canguri sia destinato a crescere sotto il suo potenziale poiché il picco degli investimenti minerari è ormai alle spalle e il suo declino peserà sulla congiuntura. Canberra sarà pertanto impegnata a evitare eccessive ricadute negative dal calo degli investimenti minerari e il Tesoriere Joe Hockey ha già preannunciato che il prossimo budget, che verrà presentato il 13 maggio, non andrà a inficiare sulla ripresa economica con i tagli di bilancio che saranno spalmati nell’arco di un piano decennale. Una sponda alla ripresa economica è stata fornita dall’effetto benefi  co dello sgonfi  arsi del dollaro australiano. La Reserve Bank of Australia (Rba), che tornerà a riunirsi il prossimo 6 maggio, ad aprile ha confermato i tassi di interesse al 2,5% rimarcando come la pronunciata discesa della valuta rispetto ai livelli a cui viaggiava un anno fa ha favorito una crescita economica più bilanciata anche se la risalita degli ultimi mesi del dollaro australiano potrebbe tornare a frenare la congiuntura. Le attese del mercato sono ora di una prima stretta monetaria a cavallo tra fine 2014 e inizio 2015 con tassi al 3% entro i prossimi 12 mesi. Per quest’anno l’istituto centrale di Canberra stima crescita del 2,75% del Pil per poi salire a +3% nel 2015.

Preoccupa anche il mercato del lavoro
Indicazioni non confortanti sono però attese dal mercato del lavoro. A marzo, secondo le stime di consensus raccolte da Bloomberg, il tasso di disoccupazione si dovrebbe attestare al 6,1 per cento che corrisponde con il livello più alto degli ultimi 11 anni. Prospettive non rosee confermate dal governatore della Reserve Bank of Australia, Glenn Stevens, che ha ammonito circa la possibilità di un ulteriore aumento della disoccupazione nel corso dell’anno. In tal senso lo scorso mese il colosso aerospaziale Boeing ha annunciato futuri tagli del personale per 300 unità nella propria divisione australiana; e sempre ad aprile BP Plc e Philip Morris hanno annunciato tagli combinati di personale per oltre 500 unità. Prospettive negative sul mercato del lavoro che potrebbero frenare la Rba dal procedere a un aumento del costo del denaro in concomitanza con riscontri negativi sul fronte occupazionale. Secondo l’Fmi l’economia australiana avrà bisogno di crescere più del 3 per cento anno per evitare che la disoccupazione salga ulteriormente.

Borsa di Sydney sale con moderazione
I mesi del 2014 hanno visto un andamento incerto per la Borsa australiana che si è comunque mossa in un moderato sentiero rialzista nell’ultimo mese e mezzo. L’S&P Australian Stock Exchange, indice di riferimento della Borsa australiana, nell’ultimo scorcio di aprile ha aggiornato i massimi dal giugno 2008 consolidando sopra quota 5.500 punti. Andamento ancora incerto per i colossi minerari BHP Billton e Rio Tinto che da inizio anno segnano ancora un saldo negativo.

Fonte: RBS


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