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BNP Paribas A.M. : Economia circolare e sviluppo sostenibile

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BNP Paribas A.M. : Possiamo, oggi, restare insensibili di fronte alla questione ambientale e alla scarsità di risorse naturali? …..

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a cura di Sabrina Principi – Head – Business Development Coverage ETF & Index solutions – BNP Paribas Asset Management Italy


Questa problematica, diventata oggetto di preoccupazione mondiale, sta prendendo una piega tanto politica quanto strategica per numerosi attori privati.

Ecco da dove nasce la particolare attenzione che gli enti pubblici e il mondo degli investimenti prestano alla tematica dell’economia circolare.

Cosa si nasconde dietro questa nozione?

L’idea è quella di produrre beni e servizi limitando i consumi e lo spreco di materie prime, acqua e fonti di energia.

Le sfide dell’economia circolare, come quelle dello sviluppo sostenibile, sono al contempo ambientali, economiche e sociali.

Pertanto, questo tema riguarda logicamente tutti i settori di attività e le società che decidono di prendere sul serio la questione della transizione energetica.

Si tratta indubbiamente di una scelta  intelligente per queste ultime, dal momento che l’argomento interessa tanto i potenziali investitori intenzionati a finanziarne lo sviluppo quanto i loro clienti finali.

È un circolo virtuoso, poiché è avviando sin da oggi tutte le soluzioni possibili volte a ridimensionare il consumo di risorse naturali (mediante nuovi metodi di raccolta, riciclaggio e trasformazione dei rifiuti in energia o dando una seconda vita ad alcuni prodotti e vietando ogni forma di obsolescenza programmata) che le società potranno ridurre i costi, migliorare la redditività e assistere al progresso della propria quotazione di borsa.

Con grande soddisfazione di investitori e risparmiatori, la cui ricerca di performance sul lungo termine s’inserisce chiaramente nell’ottica di questa tematica sostenibile.

Infatti, le società che otterranno un vantaggio competitivo in questo ambito avranno più possibilità di sfruttare le future opportunità di sviluppo perchè saranno “al passo con i tempi”.

È precisamente nell’intento di soddisfare la forte domanda dei suoi clienti, sempre più interessati alla tematica della transizione energetica, che BNP Paribas Asset Management ha deciso di lanciare una soluzione d’investimento innovativa: un ETF  basato su un indice di economia circolare, l’ECPI Circular Economy Leaders Equity Index, concepito per puntare sulla durata, analogamente all’ETF Low Carbon, lanciato dieci anni fa e il cui patrimonio ha registrato un notevole aumento negli ultimi anni.

L’indice di economia circolare in questione è stato elaborato dal fornitore di indici italiano ECPI. Si tratta di un benchmark concentrato, poiché si compone di soli 50 titoli equamente ponderati e selezionati all’interno di un universo di large cap (superiore a 15 miliardi di euro, ad oggi).

Dopo una fase di screening in 5 tappe, l’indice ha selezionato soltanto società di portata mondiale coinvolte in diversi ambiti dell’economia circolare come il riciclaggio, l’allungamento della durata di vita dei prodotti, le piattaforme di condivisione, il leasing e il cloud.

È prevista una revisione delle componenti dell’indice con cadenza semestrale.

Quali titoli (1)  ritroviamo dunque in questo ETF?

Diversi colossi del lusso del calibro di LVMH, Kering e L’Oréal. Tre attori che hanno rapidamente annunciato in maniera ufficiale i loro obiettivi quanto alla riduzione del consumo di risorse.

L’automotive è anch’esso ampiamente rappresentato con BMW e Honda.

Questo settore lavora ormai da diversi anni sulla modalità di evoluzione dall’acquisto di un veicolo al suo noleggio, il leasing e il car sharing, in un’ottica di eco-condivisione.

Nell’agroalimentare, sono presenti Danone, Heineken o Pernod Ricard, aziende che privilegiano le plastiche riutilizzabili e si adoperano per dare una seconda vita ad alcuni prodotti o materiali.

Anche Caterpillar è un gruppo che ha molto a cuore la causa e promuove i principi dell’economia circolare grazie a programmi di rinnovo e rigenerazione delle sue componenti.

Così facendo, si effettua una revisione totale delle macchine anziché una semplice riparazione o sostituzione.

L’indice è stato costituito a luglio 2017 e in questi due anni la sua performance annua (+16,4% a fine aprile 2019) ha registrato una sovra-performance rispetto all’indice MSCI World (progressione del +14,79% su base annua) con una volatilità simile.

Una condotta esemplare nei confronti dell’ambiente ha cominciato quindi a dare i suoi frutti.

Più efficace di un investimento green, questo ETF permette soprattutto di rispondere a una vera e propria sfida della società.

Il tutto in un contesto di forte crescita demografica e di affinamento degli strumenti di misura dedicati alla finanza sostenibile, con la tematica dell’economia circolare indubbiamente destinata ad assumere una maggiore portata man mano che le risorse del pianeta diminuiscono.

L’interesse collettivo c’è. L’economia circolare è dunque un nuovo modo di produrre e consumare che riguarda tutti gli attori della società.

Le aziende che per prime avranno colto le sfide odierne e attuato questa svolta strategica godranno di un vantaggio competitivo durevole.

Con il nuovo ETF sull’economia circolare anche gli investitori possono diventare protagonisti e beneficiare di un circolo virtuoso che porta vantaggi potenziali per tutti.


1 I titoli citati appartengono all’indice e non sono da considerarsi una raccomandazione di investimento.

Fonte: ETFWorld

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