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BNP Paribas A.M. : L’economia blu: un tema d’investimento ancora poco conosciuto…

BNP Paribas A.M. : Mentre il nostro pianeta continua a battere record di temperature elevate, la preoccupazione per gli oceani e le loro risorse è più che mai cruciale.

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Articolo a cura di Sabrina Principi Head ETF & Index solutions BNP Paribas AM Italy


E per una buona ragione: gli oceani assorbono più del 90%1 dell’eccesso di calore derivante dalle attività umane!

Gli oceani ricoprono il 71% della superficie terrestre, producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbono il 25% delle emissioni di CO2 mondiali². In tal senso, ogni essere vivente che popola gli oceani svolge un ruolo prezioso in questo fragile ecosistema. Gli escrementi delle balene, ad esempio, contribuiscono a nutrire il fitoplancton che produce ossigeno e assorbe da solo circa 37 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, ossia l’equivalente di quattro foreste amazzoniche2.

Ma non è tutto: non contenti di costituire un’incredibile fonte di assorbimento di carbonio, gli oceani contribuiscono a nutrire l’umanità e partecipano appieno all’economia mondiale. Secondo le stime dell’OCSE, il contribuito annuo degli oceani al PIL mondiale si aggira attualmente sui 1.500 miliardi di dollari e dovrebbe raggiungere i 3.000 miliardi nel 20303. Per allora, il fabbisogno annuo supplementare della popolazione mondiale sarà nell’ordine di 30 milioni di tonnellate di pesce. Parallelamente, la produzione di energia proveniente dal settore eolico offshore dovrebbe moltiplicarsi di 15 volte nei prossimi 20 anni4.

Dopo aver lanciato lo scorso anno l’ETF-UCITS5 sul tema dell’economia circolare, con l’obiettivo di limitare lo spreco delle risorse e la produzione di rifiuti, BNP Paribas Asset Management guarda oggi all’economia blu con il lancio del suo primo ETF-UCITS collegato all’indice ECPI Global ESG6 Blue Economy.

La società ECPI, fornitore italiano di indici focalizzati su indicatori di performance ESG scelto da BNPP Paribas Asset Management, per rispondere all’obiettivo 14 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile (“conservare e sfruttare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile”), ha ripreso la definizione della Banca mondiale che definisce la Blue Economy come l’“utilizzo sostenibile delle risorse oceaniche volto a favorire la crescita economica e a migliorare i mezzi di sussistenza e l’occupazione, preservando al contempo la salute degli ecosistemi oceanici”.

L’idea è quella di legare a filo doppio il concetto di protezione e di investimento, in maniera da preservare un elemento vitale come l’oceano, garantendo al contempo alle popolazioni una vita e un’alimentazione migliore.

L’indice ECPI Global ESG6 Blue Economy abbraccia diversi settori legati all’economia blu quali ad esempio le energie rinnovabili, le biotecnologie e il turismo. Questo è il motivo per cui include società dedicate all’ecoturismo, all’energia eolica offshore e alla biotecnologia marina, ma anche alla pesca, all’acquacoltura e al trasporto marittimo. Va osservato che questo indice è costruito secondo un approccio ESG selettivo, volto a escludere tutti i titoli dotati di un rating ESG basso, nonché tutti i titoli appartenenti ai settori delle armi, del tabacco, del carbone e dell’estrazione non convenzionale di petrolio e gas.

Questo indice equiponderato, composto da 50 titoli, predilige le società che combattono l’inquinamento (26% del portafoglio), con partecipazioni soprattutto in Veolia Environnement, Waste Management. Molto presente è anche il tema dell’energia (24%), con titoli quali Vestas, EDP (Energias de Portugal), E.ON e Iberdrola, così come è ben presente il tema del trasporto marittimo (24%), tra le cui società figura, ad esempio, A.P. Moller – Maersk. Il settore della pesca costituisce il 18% del portafoglio, mentre l’attività costiera l’8%. In termini di aree geografiche, gli Stati Uniti sono al primo posto con un peso del18%, seguiti da Regno Unito (10%), Giappone (10%), Francia (8%) e diversi paesi scandinavi, che vantano una storica presenza nelle attività marittime e portuali.

Con la replica di questo nuovo indice, BNP Paribas Asset Management ribadisce la volontà di perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale e di fare da pioniere nell’ambito della Blue Economy.


I titoli di cui sopra sono citati a scopo puramente informativo e non sono da considerarsi una raccomandazione di investimento.

Gli investimenti realizzati nei fondi sono esposti alle oscillazioni del mercato e ai rischi
intrinseci degli investimenti in valori mobiliari. Il valore degli investimenti e i proventi generati possono sia aumentare che diminuire ed è possibile che gli investitori non recuperino interamente il proprio investimento.


1 Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, National Institute of Building Science, WWF

2 GEO, 25 settembre 2019

3 OCSE, The Ocean Economy in 2030

4 Agenzia internazionale dell’energia, Offshore Wind Outlook 2019

5 ETF: Exchange Traded Fund o fondo indicizzato quotato

6 ESG: criteri ambientali, sociali e di governance

Fonte: BNP Paribas A.M.

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