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Cambia la tassazione sugli ETF

Sui mezzi di comunicazione se ne è parlato poco, anzi direi quasi niente, ma la novità è di quelle significative e con un discreto impatto per l’investitore !…

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A partire dallo scorso 9 aprile 2014 con il DECRETO LEGISLATIVO n. 44 è cambiata la tassazione sugli ETF.

D’ora in poi per calcolare l’importo soggetto alla tassazione si guarderà solo alla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita dell’ETF, indipendentemente quindi  dal valore del NAV dell’ETF che non risulta quindi più rilevante ai fini fiscali.

La tassazione degli ETF diventa quindi uguale a quella dei fondi comuni di investimento.

I proventi positivi saranno trattati come “reddito di capitale” per cui non saranno utilizzabili per compensare eventuali precedenti minusvalenze e su di essi si pagherà il capital gain.

Invece tutte le eventuali minusvalenze saranno considerate come “reddito diverso” e saranno conteggiate come minusvalenze.

Nel caso la posizione si sia formata sulla base di molteplici acquisti, il prezzo di acquisto sarà calcolato come “prezzo medio ponderato per la quantità”, cioè sulla base dei prezzi di acquisto realizzati sul mercato e ponderati per le quantità.

Questa modifica presenta un pregio e un difetto ma quest’ultimo ha un peso maggiore e rende la variazione normativa penalizzante per il risparmiatore.

Il vantaggio apportato dalla modifica è quello di rendere indubbiamente più agevole il calcolo della tassazione sugli ETF che in precedenza era farraginoso.

Lo svantaggio è costituito dal fatto che d’ora in poi le plusvalenze produrranno solo “reddito di capitale”.

Sparisce quindi la componente “reddito diverso”.

Gli ETF già erano uno strumento poco efficiente dal punto di vista fiscale poichè la componente “reddito diverso” era marginale, da oggi in avanti sarà anche peggio !

Per il risparmiatore con l’esigenza di recuperare minusvalenze gli ETF, così come i fondi comuni di investimento, diventano uno strumento da evitare !

Resta immutata l’impostazione fiscale dei dividendi degli ETF che sono sempre considerati “reddito di capitale” e come tale non utilizzabili per recuperare eventuali minusvalenze.

Nessuna modifica inoltre alla tassazione degli ETC dove le plusvalenze sono considerate “reddito diverso” e quindi compensabili con eventuali precedenti minusvalenze.

L’ETC resta quindi un prodotto finanziario utile per compensare eventuali minusvalenze.

Autore: Gabriele Bellelli

 

Fonte: ETFWorld.it – Bellelli.biz

 

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