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Marcello Chelly Lyxor etf

Da Lyxor il 1° ETF PIR Obbligazionario

Lyxor lancia il primo  ETF PIR obbligazionario in Italia, in un contesto in cui gli investimenti PIR continuano a guadagnare terreno….

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Marcello Chelli, Referente per i Lyxor ETF in Italia


Circa 11 miliardi di Euro raccolti in un solo anno (1), pari a oltre il 10% della raccolta netta (2) dell’intera industria del risparmio gestito in Italia, oltre 70 strumenti “PIR” tra fondi comuni, ETF e polizze assicurative Unit Linked a disposizione degli investitori (3).

Il bilancio dei PIR, i Piani Individuali di Risparmio nati per attirare capitali verso le PMI italiane e finanziare quindi i loro progetti di sviluppo, poggia su numeri che confermano un successo indiscutibile, soprattutto alla luce delle stime iniziali che parlavano di circa 2 miliardi di raccolta.

Ad oggi, l’offerta di strumenti PIR è chiaramente concentrata su prodotti azionari e bilanciati, nonostante l’interesse storicamente forte per l’asset class obbligazionaria in Italia. Per colmare tale lacuna e soddisfare le esigenze degli investitori, il 26 febbraio Lyxor quota su Borsa Italiana il primo ETF PIR Obbligazionario, Lyxor Italia Bond PIR UCITS ETF (Bloomberg: PIRB IM) (ISIN: LU1745467461).

Il nuovo ETF ha la particolarità di investire in un portafoglio obbligazionario (l’esposizione azionaria è nulla), con una Modified Duration media quasi nulla (0,4) per limitare l’esposizione al rischio di rialzo dei tassi4.

L’ETF ha un costo totale annuo di 0,49% ed investe per il 25% in obbligazioni di società a piccola e media capitalizzazione italiane e di UE / SEE (con stabile organizzazione in Italia), per il 50% in obbligazioni di società ad elevata capitalizzazione italiane e di UE / SEE (con stabile organizzazione in Italia) e per il 25% in Titoli di Stato dell’Eurozona.

Lo strumento si rivolge in particolare agli intermediari che stanno realizzando soluzioni PIR per la loro clientela privata come, ad esempio, Fondi comuni, Unit Linked assicurative, Gestioni Patrimoniali e Depositi Titoli. Inoltre, le linee guida del MEF dello scorso ottobre hanno confermato la possibilità di movimentare gli investimenti all’interno del PIR e, al riguardo, la gamma di ETF PIR di Lyxor consente di variare la composizione del portafoglio PIR spaziando tra azionario blue chips e mid cap (Lyxor Italia Equity PIR UCITS ETF), azionario mid cap (Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR UCITS ETF) e obbligazionario (il nuovo Lyxor Italia Bond PIR UCITS ETF).

Gli investitori privati che acquistano direttamente l’ETF, al fine di godere dei benefici fiscali della normativa PIR, devono detenere l’ETF continuativamente per almeno 5 anni presso un apposito Deposito Titoli PIR5.

Lo strumento conferma la forte capacità di innovazione e lo spirito pionieristico di Lyxor, già molto attiva nel campo degli investimenti PIR con il lancio dei primi due ETF azionari.

Marcello Chelli, Referente per i Lyxor ETF in Italia, commenta: “Questo ETF si rivolge a gestori e investitori che, a fronte di un contesto di mercato mutato, non desiderano esporsi né al rischio azionario né al rischio di rialzo dei tassi. In particolare, dopo un 2017 dominato dall’offerta dei Fondi PIR, ci attendiamo che il 2018 sia l’anno delle Unit Linked PIR, che dovrebbero beneficiare della semplicità di utilizzo degli ETF PIR”. “Ho una visione molto positiva per l’industria degli ETF e per Lyxor nel 2018” – aggiunge Chelli, che conclude: “L’attenzione sui costi posta dalla MiFID II indurrà a realizzare soluzioni di investimento sempre più basate su strumenti a basso costo come gli ETF”.


(1) Fonte: MEF, al 09/02/2018.

(2) Nel 2017 raccolta netta di 97,522 miliardi di Euro su fondi aperti e chiusi e gestioni di portafoglio retail e istituzionali. Fonte: Assogestioni, Mappa mensile del Risparmio Gestito, dicembre 2017.

(3) Fonte: Morningstar, Assogestioni, M.I.A. (Monitoraggio Innovazione Assicurativa).

(4) Fonte: Lyxor, al 02/02/2018. La Modified Duration esprime la sensibilità del prezzo di un’obbligazione (o di un portafoglio obbligazionario) al variare dei tassi di interesse. Ad una bassa Modified Duration corrisponde una minore esposizione dei titoli a variazioni dei tassi di mercato.

(5) Gli ETF rientrano tra gli investimenti qualificati destinati ai Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (PIR) di cui all’art. 1, comma 104, della legge 11/12/2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017) e, al fine di beneficiare del regime fiscale agevolato, è necessario che l’investitore privato destini le quote dell’ETF ad un Piano Individuale di Risparmio a lungo termine (PIR) attraverso l’apertura di un Deposito Titoli (o altro stabile rapporto) con esercizio dell’opzione per l’applicazione del regime di risparmio amministrato (art. 6 D.Lgs. 461 del 21/11/1997) ovvero è necessario che l’investitore privato destini le quote dell’ETF ad un PIR eventualmente già costituito.

Fonte: ETFWorld.it

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