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ETF Invesco : Replicare l’indice MSCI World

Tagliani Matthew Invesco ETF

Gli ETF negli ultimi vent’anni hanno sempre più consolidato la loro presenza in Europa e le due principali modalità di replica dell’indice – fisica e sintetica – hanno avuto ampio consenso da parte degli investitori….

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a cura di Matthew Tagliani, Head of Product & Research Strategy – ETF di Invesco


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Sebbene vi siano importanti differenze strutturali, i rischi delle due modalità di replica sono sostanzialmente gli stessi e gli investitori che comprendono pienamente entrambi i modelli sono generalmente indifferenti ai due approcci.

Rimane comunque una buona fetta di investitori che preferisce la replica fisica: la spiegazione risiede nel fatto che trovano la struttura più facile da comprendere e, aspetto altrettanto importante, da spiegare ai loro clienti.

Esistono tuttavia benchmark per i quali la replica sintetica presenta chiari vantaggi rispetto alla fisica.

Vantaggi che hanno fatto sì che gli ETF sintetici sovraperformassero i benchmark rispetto quelli a replica fisica e conseguentemente alcuni investitori che in precedenza utilizzavano esclusivamente fondi a replica fisica hanno iniziato ad aggiungere fondi sintetici al proprio portafoglio.

Grazie alla sua ampiezza – oltre 1.600 titoli in 23 mercati sviluppati a livello globale – la replica dell’indice MSCI World fornisce una case history con cui illustrare i vari potenziali vantaggi del modello sintetico.

La ragione di fondo di questi vantaggi risiede nel diverso trattamento fiscale degli investimenti fisici e dei derivati ​​da parte delle autorità dei Paesi da cui vengono scelti i componenti dell’indice.

Ne esamineremo due:

  • la tassazione dei dividendi negli Stati Uniti
  • le imposte sulle operazioni di bollo/transazioni finanziarie.

Imposta sui dividendi negli Stati Uniti: l’indice MSCI World è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato con azioni di società statunitensi che rappresentano circa il 62% del benchmark. Raggiungendo l’efficienza fiscale degli Stati Uniti è quindi una componente essenziale per una replica efficace.

Gli investitori stranieri in azioni statunitensi sono generalmente soggetti a una ritenuta alla fonte su dividendi fino al 30%, talvolta riducibile al 15% attraverso l’applicazione di trattati fiscali.

Secondo la normativa fiscale statunitense, molti strumenti derivati ​​sono soggetti ad una ritenuta alla fonte equivalente se passano attraverso pagamenti “equivalenti ai dividendi”.

In particolare, quando una banca statunitense stipula un contratto di swap su un indice con una controparte non statunitense, è generalmente richiesto di trattenere l’imposta sui dividendi USA allo stesso tasso che sarebbe appropriato per un investimento fisico da parte della stessa controparte.

Le due modalità di replica sembrerebbero pertanto indifferenti, ma c’è una importante notula: la stessa regola che impone questo trattamento fiscale sui derivati ​​specifica anche alcune esenzioni e l’indice MSCI World le soddisfa.

Ciò significa che, se un fondo di replica fisica domiciliato in Europa potrà raggiungere un massimo dell’85% del rendimento da dividendi delle partecipazioni negli Stati Uniti nel portafoglio MSCI World, un fondo sintetico può teoricamente arrivare fino al 100% del dividendo lordo.

Se assumiamo un rendimento medio da dividendo del 2% per le azioni large cap statunitensi, con questa esenzione i fondi sintetici possono potenzialmente raggiungere fino a 30 pb di performance aggiuntiva sulle esposizioni statunitensi, pari a oltre 18 pb sull’indice completo.


Possiamo vedere più chiaramente l’impatto di questo diverso trattamento fiscale guardando gli ETF che replicano un benchmark statunitense come S&P500.

 Il grafico seguente mostra la performance a un anno dei cinque maggiori ETF sull’S&P500, due fisici e tre sintetici.

20-03-19 Invesco ETF

Fonte: Invesco, Bloomberg al 28 febbraio, 2019

La linea rosa mostra la performance media dei tre fondi sintetici, mentre la linea blu mostra la media dei due fondi fisici.


Tutti e cinque i fondi sovraperformano il benchmark (indice S&P500 Net Total Return), che presuppone un tasso di ritenuta alla fonte del 30%; tuttavia, su un orizzonte temporale di un anno la media dei fondi sintetici è di 26 punti base migliore rispetto alla media dei fondi fisici, in linea con le aspettative.

Imposta di bollo e imposta sulle transazioni finanziarie: gli ETF fisici sull’MSCI World acquisteranno la maggior parte o tutte le azioni del portafoglio sottostante.

In generale, nel Regno Unito il fondo sarà soggetto a un’imposta di bollo di 50 pb e l’Italia e la Francia pagheranno le tasse sulle transazioni finanziarie (FTT).

Tali costi si riflettono nel prezzo di acquisto o rimborso di quote del fondo e attualmente equivalgono a circa 4 punti base sul NAV del fondo. Può sembrare poco, ma il range di performance dei cinque più grandi ETF sull’indice MSCI World nel 2018 è di soli 12 punti base.

Per un fondo a replica sintetica, le banche controparti dello swap acquistano il portafoglio replicante, non il fondo. Siccome molte banche sono esenti dall’imposta di bollo del Regno Unito e dalle FTT francesi e italiane, questo significa risparmio immediato per l’investitore finale.

Le opinioni e le preferenze degli investitori sugli ETF fisici e sintetici variano e alcune sono profondamente radicate.

Tuttavia, con la maturazione dell’industria, molti investitori stanno adottando una posizione più pragmatica, che in precedenza era comune solo agli investitori sofisticati.

A parità di condizioni, un investitore può preferire la semplicità di un fondo fisico o lo stretto monitoraggio di un approccio sintetico.

Tuttavia, laddove un approccio presenta un vantaggio strutturale rispetto all’altro, gli investitori sono sempre più disposti a dare priorità alle prestazioni e rimanere flessibili nella struttura.

Fonte: ETFWorld.it

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