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ETF ITALIA, 2006 PARTE IN QUARTA, DA DOMANI 15 FONDI IN PI? 07/03/06

MILANO, (Reuters) – Gennaio e febbraio sono partiti in quarta per il mercato italiano degli ETF quotati, i fondi replicanti di indici di borsa o obbligazionari locali o mondiali scambiabili come azioni, e questi ritmi "potrebbero proseguire per tutto il 2006"…

Lo ha detto Mauro Giangrande, responsabile listing ETF di Borsa Italiana, presentando i primi consuntivi del segmento per quest’anno in occasione del lancio record di 15 nuovi prodotti – fondi indice di tutto il mondo della leader mondiale iShares – che porterà a 46 i fondi indice nel listino di Piazza Affari.

In due mesi il patrimonio in ETF ha quasi toccato 5,8 miliardi di euro (da 3,98 a fine dicembre), secondo i dati di Borsa che valuta l’Italia al 30% circa degli asset gestiti in ETF trattati sia da noi che nel continente, Gran Bretagna esclusa.

Si conferma poi il consolidato primo posto europeo della nostra società mercato nel numero di contratti, pari a quasi 55% del totale – esclusa Londra – e arrivati a 166.325 a fine febbraio, già equivalenti al 46% di tutto il 2005 (395.564 unità).

Stesso discorso per le medie giornaliere, trascurabili al lancio dei primi ETF, nel settembre 2002, e a fine febbraio oltre 79 milioni di euro (da poco più di 40 mln a dicembre) o 3.712 contratti (poco oltre 2.000 a dicembre).

Tra i motivi della crescita, per Giangrande, la forte e insperata affezione del retail a questo tipo di offerta.

Nati e prosperati inizialmente nel mondo come strumento degli istituzionali, gli ETF hanno trovato in Italia un pubblico di piccoli entusiasti, i responsabili veri del record di contratti vantato a Milano, mentre la leadership per valori nel Continente è solidamente in Germania, a quasi 54% del totale ex Londra.

"Le nostre analisi ci dicono che in febbraio l’82% dei contratti è stato concluso dal retail, dato che si tratta di deal sotto la soglia dei 15.000 euro" spiega il manager di borsa "anche se il 55% del controvalore totale del mercato è degli istituzionali".

Il retail cerca offerta diversificata – in Italia da parecchi mesi l’ETF più scambiato è un replicante della borsa di Tokyo – e questo contribuirà a mantenere in accelerazione il resto dell’anno, dice Giangrande.

Con lui concorda Chris Sutton, AD per l’Europa di iShares, marchio della leader mondiale del settore che fa capo alla Barclays Global Investors dell’omonimo gruppo bancario inglese. In un mercato molto più difficile di tre anni fa, i clienti retail in Italia sono affamati di prodotti nuovi e "più pensati", spiega.

"Uno degli indicatori del successo italiano degli ETF in Italia è che qui il passaggio dagli istituzionali al retail è stato più veloche che in qualsiasi altro paese, Usa inclusi" dice Sutton.

Ormai a breve, dice il manager inglese, si avvicina anche un’altra svolta storica, "il momento in cui le banche smetteranno di vedere gli ETF come minaccia per considerarli un’opportunità. Già questo potrebbe essere l’anno buono".

Fonte: Reuters Italia

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