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WisdomTree Europe: Regno Unito: Elezioni 2015, ancora incertezza

I sondaggi sulle elezioni inglesi indicano ancora un testa a testa fra Conservatori e Laburisti. La stabilità politica resta incerta….

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Negli ultimi giorni due fattori hanno alimentato il clima di incertezza.

Labour e Lib Dem hanno preso le distanze dai Nazionalisti scozzesi (SNP), escludendo la possibilità di un accordo ufficiale.

L’economia ha subito un brusco rallentamento: nel primo trimestre di quest’anno la crescita del PIL si è attestata appena allo 0,3%, la metà rispetto all’ultimo trimestre 2014.

Il mercato è piuttosto cauto nei confronti degli asset rischiosi, come dimostra l’andamento piatto degli indici FTSE 100 e FTSE 250 da metà aprile. Gli investitori sul mercato inglese dovranno forse ricorrere a una copertura sul fronte azionario e andare in leva su quello obbligazionario.

Mentre la campagna elettorale sta per entrare nella fase finale, Laburisti e Conservatori restano testa a testa nelle previsioni di voto, con il 34% ciascuno (in base a una media dei principali sondaggi).
Questa settimana, in una situazione sostanzialmente invariata, sottolineiamo che le elezioni imminenti sono ancora fonte di grande incertezza per le piazze azionarie e obbligazionarie del Regno Unito.

La borsa inglese, che aveva raggiunto i massimi storici a metà aprile (15 aprile 2015), ha subito una battuta d’arresto in vista del voto (FTSE 100 -0,2%, FTSE 250 -0,6%). Il mercato ha frenato dopo il forte rally di inizio anno, trainato dalla pubblicazione di ottimi risultati di bilancio da parte delle maggiori aziende britanniche. Di fronte alla prudenza degli investitori, non è chiaro quale direzione prenderanno i listini azionari e obbligazionari del Regno Unito dopo il 7 maggio.

Per farci un’idea di come si sono mossi gli investitori in passato in un clima di incertezza politica possiamo prendere in considerazione le elezioni del 2010, per molti versi simili a quelle imminenti. La sterlina, solitamente un valido indicatore del sentiment nei confronti del mercato inglese, ha già evidenziato una forte volatilità rispetto al dollaro, balzando dal 6,9% all’11,8% da gennaio e superando i livelli osservati in occasione del referendum scozzese dello scorso anno. Quanto alle altre asset class (cfr. Grafico 1), nel 2010 i mercati azionari UK sono stati scossi di fronte alla prospettiva che il Regno Unito potesse ritrovarsi con il primo Parlamento bloccato nell’arco di una generazione; nei 10 giorni prima delle elezioni, quindi, la borsa ha perso il 9%, mentre i Gilt si sono rafforzati. Visto che queste elezioni si preannunciano ancora più complesse e incerte delle ultime, è molto probabile che il mercato azionario UK segua la stessa direzione.

La tensione politica e una crescita fiacca alimentano l’incertezza

Sia i Labour che i Lib Dem hanno recentemente bocciato l’ipotesi di un accordo ufficiale con l’SNP in caso di parlamento bloccato. Prendendo le distanze dai Nazionalisti scozzesi anti austerità, indicati come possibili alleati in assenza di una maggioranza assoluta, Laburisti e Liberal-democratici ribadiscono l’impegno al consolidamento fiscale. Stando ai sondaggi, però, a Conservatori e Laburisti serve ben più del sostegno dei Lib Dem per formare un governo stabile e la prospettiva di una coalizione salda appare sempre più lontana.

A complicare ulteriormente la situazione, si aggiunge la debolezza congiunturale: fra gennaio e marzo il PIL è cresciuto di appena lo 0,3%, la metà del trimestre precedente. Un duro colpo per i Conservatori, che vedono mettere in dubbio le loro credenziali economiche dopo che Cameron ha incentrato la campagna elettorale proprio sulla ripresa.
Ci sono tutte le premesse per una bagarre post-elettorale, che aumenta gli esiti possibili e riducono le probabilità di un governo stabile.  

06052015

Sfruttare l’incertezza a proprio vantaggio!

Per sfruttare la situazione di incertezza basta guardare le elezioni del 2010. Prendendo in considerazione un periodo di 20 giorni che ruota attorno al voto del 2010 (10 giorni prima e 10 giorni dopo), si è visto che nei 10 giorni prima gli indici FTSE 100 e FTSE 250 hanno ceduto entrambi il 9%. Nella settimana successiva alle elezioni, gli investitori hanno inizialmente ritrovato la fiducia, come dimostra il recupero del mercato azionario e la flessione dei Gilt. Tuttavia, appena avviate le trattative sulla possibile coalizione di governo, il sentiment nei confronti degli asset rischiosi è crollato. Nei 10 giorni dopo il voto, quindi, i titoli azionari (sia a bassa che a elevata capitalizzazione) hanno ceduto tutti gli utili precedenti per chiudere addirittura al di sotto dei livelli immediatamente precedenti l’annuncio dell’esito elettorale.

Gli investitori che in quei 20 giorni di incertezza avessero detenuto una posizione 3 volte corta sull’ETP che replica il FTSE 100 avrebbero ottenuto un rendimento del 31%. Analogamente, gli investitori che avessero detenuto una posizione 3 volte lunga sull’ETP che replica i Gilt a lunga scadenza avrebbero visto aumentare il capitale del 14%.

È dunque chiaro che nei momenti di incertezza convenga coprirsi.

Fonte: ETFWorld.it

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