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Branda Francesco UBS ETF

ETF World Intervista a Francesco Branda UBS ETF

ETF World: Stiamo uscendo dalla fase critica causata dal Covid 19 e nell’ottica di ricerca dei rendimenti, su quali tipologie di strumenti gli investitori in Fondi Indicizzati dovrebbero focalizzarsi e perché?…

 Francesco Branda, Head of Passive & ETF Specialist Sales Italy, UBS Asset Management


13 Luglio 2020 ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


Francesco Branda: La scelta degli investitori dipende quasi sempre dal prodotto e dall’appetito per il rischio. Il trend di questi mesi sui flussi mostra un enorme appetito per le obbligazioni corporate, in particolare per quelle di alta qualità IG.

Una volta che il mercato si sarà definitivamente normalizzato mi aspetto un forte ritorno d’interesse per il debito dei paesi emergenti: hanno rendimenti importanti e profili di rischio/rendimento molto più appetibili rispetto alle obbligazioni high yield e infine anche sul discorso liquidità hanno dimostrato di essere più resilienti durante il COVID-19 rispetto alle obbligazioni con basso livello di merito creditizio.  

A tal proposito, voglio sottolineare in particolare come non tutto il debito emergente sia uguale: in piena fase COVID-19 il debito emergente in USD investment grade ha offerto un porto molto più stabile e sicuro anche rispetto ai corporate ad alto merito creditizio dei paesi sviluppati.

La nostra soluzione sul debito emergente solo investment grade con filtro ESG nei mesi di marzo e aprile ha generato importanti volumi di raccolta, e da inizio anno ha una performance positiva del 3% nella share class in dollari e del 2.7% in quella euro hedged.

ETF World: Gli ETF hanno risposto in modo adeguato alla sfida dei mercati e ne escono rafforzati oppure no?

Francesco Branda:  La pandemia di COVID-19 ha rappresentato uno shock senza precedenti per i mercati, che sono stati duramente colpiti. Ciò ha portato gli investitori ad allontanarsi dal rischio alla ricerca di una maggiore sicurezza.

Di conseguenza, i flussi sui principali ETF europei, sia della dimensione azionaria che di quella obbligazionaria, si sono ritrovati in territorio negativo. Esiste però un ambito che è risultato immune, perlomeno parzialmente, da questo calo improvviso: quello della sostenibilità.

Gli ETF ESG, infatti, hanno mostrato un’ottima capacità di tenuta, dimostrando una volta di più che l’attenzione alla sostenibilità non è una moda del momento ma un trend di lungo periodo, direi epocale. In questo gioca un ruolo anche il legislatore, che spinge verso l’adozione di soluzioni più sostenibili non solo nel campo della finanza, ma in ogni settore dell’economia, dall’automotive a quello energetico

ETF World:  Il reddito fisso può essere una soluzione attuale per gli investitori oppure ritiene sia meglio valutare altre asset class e perché?

Francesco Branda:  Le soluzioni passive a reddito fisso rappresentano senza dubbio un’opportunità per gli investitori. Ad esempio, dopo gli interventi delle Banche Centrali che hanno dato supporto alle obbligazioni societarie abbiamo visto un crescente appetito degli investitori per questo tipo di esposizioni, in particolare per i bond societari con un’alta qualità del credito.

Anche alla luce di ciò e del trend sistemico verso gli investimenti sostenibili, abbiamo recentemente lanciato in Italia il nuovo UBS ETF (LU) Bloomberg Barclays MSCI Global Liquid Corporates Sustainable UCITS ETF (USD) A-acc, che consente di investire sull’obbligazionario societario globale ad alto merito creditizio applicando al contempo un filtro di sostenibilità.

Più in generale, sul fronte obbligazionario, ritengo che nel prossimo futuro l’offerta di ETF a reddito fisso sarà notevolmente più raffinata e varia e rivivremo l’innovazione vista sugli ETF azionari. Nel complesso ci aspettiamo più soluzioni, diverse da indici core, strategie più innovative e disegnate per rispondere anche ad esigenze guidate dal regolatore.

ETF World:  Nei prossimi mesi a venire, quali strumenti potrebbero beneficiare degli scenari di ripresa e su quali ETF ci si dovrebbe concentrare?

Francesco Branda:  Gli ETF ESG rimarranno sotto ai riflettori ancora a lungo e sicuramente in primo piano nei prossimi mesi. Oggi gli investimenti ESG rappresentano a tutti gli effetti un’eccellente opportunità e si è capito che investire ESG non vuol dire rinunciare a performance, anzi.

Volendo avanzare una stima, credo che sia plausibile che gli ETF ESG raggiungano in Europa, entro la fine del 2020, una raccolta di 30 miliardi di euro, raddoppiando in questo modo gli asset che tali strumenti avevano alla fine del 2019. Ciò riguarderà non solo le soluzioni passive ESG azionarie, già molto diffuse, ma anche quelle obbligazionarie, per le quali, come già evidenziato, i margini di innovazione sono ancora molto ampi.

Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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