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ETF World Intervista a Franco Rossetti, Relationship Manager ETF Specialist di Invesco

ETF World: L’anno si è aperto da solo due mesi e l’interesse degli investitori per gli ETF obbligazionari è molto forte e non sembra conoscere pause. All’interno della vostra gamma sono presenti ben 54 ETF obbligazionari. Su quali strumenti in particolare pensa sia consigliabile focalizzarsi?..

Franco Rossetti, Relationship Manager ETF Specialist di Invesco

31 Marzo 2020 ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


Franco Rossetti: Il 2019 è stato un anno record senza precedenti: come Invesco abbiamo raccolto oltre $12bn in Europa, arrivando a gestire circa $46bn di masse in ETF. Risultato ottenuto grazie ad una strategia vincente sia in termini di prodotti che in termini commerciali.

Il reddito fisso è stato di sicuro il segmento più interessante e più vivace nel 2019 nell’industria degli ETF .

Tutte le case d’investimento hanno aumentato lo loro offerta di Etf con sottostante Fixed Income Fra i motivi di questo successo vi sono: la trasparenza, l’accessibilità, e i costi contenuti.

Come Invesco abbiamo avuto grande riscontro sulla nostra gamma di US Treasury che comprende tutti i tratti della curva dei tassi americani anche con cambio coperto euro dollaro. Un altro grande successo in termini di raccolta nel 2019 è stato il nostro AT1 Capital Bond UCITS ETF e la richiesta da parte degli investitori è proseguita anche nei primi mesi del 2020. complice una continua emissione sul mercato primario di singole obbligazioni bancarie subordinate. Cosa sono gli AT1? Sono titoli ibridi emessi da banche come strumenti di debito e convertiti in azioni o svalutati se si verifica un “evento scatenante”. Sono stati creati dopo la crisi finanziaria del 2008 come cuscinetto di sicurezza per assorbire perdite impreviste senza che gli interessi dei correntisti fossero compromessi . I rendimenti da dividendo più elevati (e merito di credito inferiore) degli AT1 sono dovuti alla loro subordinazione al debito senior piuttosto che alla qualità dell’emittente sottostante.

Altri due ETF che hanno riscosso maggior successo presso gli investitori sono PIMCO Euro Short Maturity Source UCITS ETF EUR Income e PIMCO US Dollar Short Maturity Source UCITS ETF, entrambi a gestione attiva ed entrambi in collaborazione con PIMCO.

Il primo investe prevalentemente in obbligazioni in euro di tipo investment grade a breve termine. La duration media di portafoglio varia in base alle previsioni macro-economiche di Pimco, ma generalmente non supera l’anno.

Il secondo ha come obiettivo quello di battere il tasso del mercato monetario statunitense a tre mesi. Il portafoglio è costituito da titoli investment grade a breve scadenza. Di sicuro anche la parte Corporate Bond sarà ancora protagonista nel 2020 , la continua ricerca di rendimenti a fronte di tassi sempre più bassi non potrà che spingere gli operatori del settore ad emettere sempre di più ETF.

ETFWorld: Il 17 febbraio avete quotato in Piazza Affari un nuovo ETF obbligazionario, Invesco US Treasury 0-1 Y UCITS ETF Dist. Cosa ci può dire di questo ETF e quali sono le sue particolarità? 

Franco Rossetti: Era stato listato per coprire anche l’estremità più corta della curva con lo scopo di aiutare gli investitori a gestire il rischio duration ed ottimizzare eventuali esigenze di liquidità, quando la curva dei rendimenti degli US Treasury era più piatta con i rendimenti meno interessanti sulle scadenze più lunghe, il tutto ovviamente prima del Coronavirus. Il TER è 0.06%, la effective duration è 0,59, la qualità media è AAA.

ETFWorld: SI parla spesso dell’utilizzo di ETF per la creazione di portafogli di investimento, e ci sono diversità di vedute tra chi li considera adatti per la parte Satellite e chi per la parte core. Gli ETF obbligazionari li vede più adatti per la parte Satellite, Core o ritiene questa classificazione superata? Quali sono le sue considerazioni in merito?

Franco Rossetti: La crescita degli ETF ha riaffermato il ruolo centrale dell’asset allocation. Riuscire a sfruttare i trend di lungo periodo, minimizzando i costi, ha portato gli investitori a rivedere la costruzione dei portafogli.

Si è infatti posta maggiore attenzione su cosa inserire nella parte core e in quella satellite. Usare strumenti passivi nella componente preponderante del portafoglio vuol dire che, in un contesto di politiche monetarie accomodanti, si può beneficiare del bull market a costi minori e, di conseguenza, avere margini di performance nette più elevate.

La definizione dell’asset allocation strategica presuppone una conoscenza accurata dei prodotti che la compongono e nel caso degli ETF è necessario fare una valutazione approfondita del sottostante. Tuttavia analizzare i dati attentamente comporta un costo di tempo per il gestore; è fondamentale quindi che i provider garantiscano un certo livello di trasparenza infatti è importante creare schede prodotto più dettagliate possibili, con informazioni sulla composizione del basket, della duration totale del prodotto e del rischio di credito.

L’utilizzo degli ETF nella parte Core avviene per quei mercati efficienti, con una prospettiva di lungo termine. Gli ETF si sono diffusi in un periodo caratterizzato da una notevole liquidità sul mercato, e finora, non avendo avuto diverso riscontro, può dirsi che abbiano funzionato in maniera ottimale. Nell’attuale contesto di volatilità si potrà effettivamente valutare il loro comportamento. Sono utilizzati prevalentemente nell’asset allocation tattica, comodi in modo particolare per prendere esposizione ad indici con un numero elevato di emittenti e in diverse valute.

Gli ETF obbligazionari possono essere usati, sempre con scopo tattico, anche nel caso di asset class meno efficienti come high yield o mercati emergenti, è l’importante ricordare di utilizzare prodotti passivi come complemento all’asset allocation strategica del reddito fisso, che deve basarsi sull’analisi degli emittenti e dei singoli titoli.

ETFWorld:  Le tematiche ESG sono diventate sempre più importanti nel settore degli investimenti, ETF compresi. Come Invesco si sta muovendo in quest’ambito?

Franco Rossetti: Sulla Borsa di Milano ad oggi abbiamo 6 ETF con tematiche ESG, tutti con replica fisica e senza prestito titoli. A parte i classici che replicano MSCI Europe, USA e World con i filtri ESG.

Abbiamo due ETF particolari per la loro unicità : il primo Invesco MSCI Europe ESG Leaders Catholic Principles UCITS. L’indice è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato, rettificata per il flottante e offre esposizione a società  di grandi e medie capitalizzazioni quotate in borsa. È pensato per allinearsi ai principi di investimento della Chiesa cattolica combinando un approccio best-in-class con una prospettiva ESG, attraverso rigorosi criteri di esclusione basati sui valori.

La selezione dei costituenti si basa sulle principali ricerche ESG di MSCI e sulle esclusioni individuate a seguito di un’ampia consultazione con la Chiesa cattolica. Utilizzando la metodologia dell’indice MSCI ESG Leaders, viene applicato uno stringente processo di selezione per escludere le compagnie che non aderiscono ai valori della Chiesa cattolica, e sono coinvolte in attività quali intrattenimento per adulti, armi, aborti e contraccettivi, ricerca sulle cellule staminali, test sugli animali e violazioni dei diritti umani. L’indice mira anche a fornire una scomposizione settoriale simile a quella dell’indice sottostante (indice MSCI Europe), con una copertura del settore target del 50%.

Il secondo è Invesco Quantitative Strategies ESG Global Equity Multi-Factor UCITS. L’obiettivo di Invesco è quello di offrire rendimenti (corretti per il rischio) superiori a lungo termine rispetto ai mercati azionari globali. IQS mira a raggiungere questo obiettivo investendo in un portafoglio di azioni globali gestite attivamente che soddisfano un insieme definito di criteri ESG.

Le azioni ammissibili sono sottoposte a screening per verificare la conformità ai criteri ESG del fondo, e quindi ottengono un punteggio in base alla loro attrattiva rispetto a tre fattori di investimento: Valore (ossia le aziende percepite come poco costose rispetto alle medie di mercato), Qualità (ossia società che presentano bilanci più solidi rispetto alle medie di mercato) e Momentum (vale a dire società la cui performance storica dei corsi azionari o la cui crescita degli utili hanno superato le medie di mercato). Il fondo deterrà un sottoinsieme di questi titoli, utilizzando un processo di ottimizzazione che mira a massimizzare l’esposizione a tali fattori di investimento, mirando al contempo ad un profilo di rischio coerente con l’obiettivo di investimento. Le partecipazioni dei fondi sono ribilanciate mensilmente  .

ETFWorld: Superata o per lo meno accantonata la guerra commerciale tra USA e Cina, il problema Coronavirus impatta fortemente sui mercati. Pensa che questo impatterà sugli obiettivi che vi siete posti ed in che modo? 

Franco Rossetti:  Complici le tensioni geopolitiche ed il Coronavirus come Invesco puntiamo molto sul nostro Physical Gold ETC che mira a replicare la performance del London Gold Market PM Fixing Price in USD.

Ogni Gold ETC è un certificato garantito da lingotti d’oro custoditi presso i caveau di Londra della Banca J.P. Morgan Chase. L’emittente dei certificati, Invesco Physical Markets PLC (Invesco PMP), è una società con sede in Irlanda, amministrata da J.P. Morgan Administration Services (Ireland) Limited.

La maggioranza dei lingotti è detenuta sotto forma di barre allocate. Qualsiasi valore residuo che non possa essere suddiviso in lingotti d’oro standard verrà investito in oro non allocato, depositato in un conto separato presso la banca depositaria J.P. Morgan Chase, di cui il Intertrust Trustees Limited è l’amministratore fiduciario.

Il rendimento dell’investimento viene realizzato detenendo lingotti d’oro, valorizzati quotidianamente mediante il prezzo al fixing pomeridiano di Londra e con un TER 0,19% fra i più bassi sul mercato.

Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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