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Bourcier Isabelle BNP Paribas Asset Management ETF

ETF World: Intervista a Isabelle Bourcier di BNP Paribas AM

ETF World : L’anno 2020 è stato caratterizzato dall’incertezza causata dal Covid . Questa problematica ha avuto un impatto anche sui risultati dei vostri ETF? Se si ce ne può parlare?


Isabelle Bourcier, Head of Quantitative and Index, BNP Paribas Asset Management

13 gennaio  2021  ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


Isabelle Bourcier : L’anno 2020 è stato segnato da una profonda crisi iniziata a fine febbraio e che nel mese di marzo ha raggiunto il suo culmine. In questo mese, infatti, sono stati disinvestiti più di 35 miliardi di euro di ETF in Europa e solo successivamente e progressivamente gli investitori sono ritornati ad investire in questi strumenti.

Analizzando l’intero periodo e guardando alle statistiche di ETFGI, la progressione in termini di flussi di Asset per il 2020 è stata comunque positiva, considerando che tutte le classi di attivo hanno presentato un flusso di cassa netto positivo. Questo si è verificato sia per il comparto azionario che per le materie prime e il reddito fisso.

Per quanto riguarda gli ETF BNP Paribas Easy si è assistito a flussi netti positivi. Alla fine di ottobre 2020 in particolare il flusso di cassa netto era vicino a 1,7 miliardi di euro.

Nei primi nove mesi dell’anno abbiamo avuto un aumento del 56% degli Asset Under Management (per un totale di 9 miliardi di euro) per gli ETF ESG.

Inoltre, a causa della crisi, abbiamo assistito a una significativa rotazione nelle Asset Class; in particolare, i clienti che utilizzavano gli ETF per l’allocazione tattica in marzo/aprile hanno riscattato importi significativi e quando si sono riaffacciati sul mercato hanno deciso di spostarsi su ETF sostenibili.

ETF World : Il tema ESG è diventato un argomento molto popolare anche per gli ETF. All’interno di questo segmento ci sono molti strumenti ma nessun ETF sull’economia blu. Voi avete quotato in Europa e anche in Italia un ETF su questo argomento. Può dirci qualcosa di più in dettaglio sulle caratteristiche di questo nuovo ETF?

Isabelle Bourcier : Prima di passare all’ economia blu vorrei soffermarmi sull’argomento ESG.

Stiamo assistendo ad un significativo cambiamento culturale nell’approccio degli investitori alle loro scelte d’investimento. La componente sostenibile inizia a rivestire un ruolo importante nei portafogli dei clienti e in ambito passivo gli investimenti si stanno muovendo da esposizioni su indici tradizionali a benchmark  equivalenti con caratteristiche ESG.

Ad esempio, molti clienti si stanno spostando dalle classiche esposizioni americane come l’indice S&P 500 ad esposizioni sostenibili quali l’indice MSCI USA SRI S-Series 5% capped. La serie SRI S-series di MSCI combina un approccio di esclusione con un approccio “best-in-class” che consiste nel selezionare all’interno di ogni settore le migliori aziende secondo metriche ESG.

Inoltre, i clienti escono dagli indici tradizionali per accedere a una gamma di prodotti “fossil fuel free”. Questo vale per le azioni come per le obbligazioni societarie. Nel campo ESG è proprio in ambito obbligazionario che si concentra la maggior parte della domanda soprattutto in Europa e dove anche noi di BNP Paribas Asset Management abbiamo visto molti flussi positivi.

Con un approccio ESG, la nostra intenzione è appunto quella di offrire ai nostri clienti la possibilità di passare dai tradizionali indici di mercato a quelli a benchmark con focus sostenibile. Selezioniamo in ogni settore merceologico le aziende maggiormente virtuose e tendiamo a sviluppare temi molto specifici che consentano ai clienti di essere maggiormente esposti a singoli SDG (Sustainable Development Goals), argomento di sempre maggior interesse per un numero crescente di clienti istituzionali, di consulenti e di banche private.

Per questo motivo, dopo aver lanciato nel 2008 un ETF Low Carbon (sulla transizione energetica), nel mese di maggio del 2019 abbiamo quotato un ETF innovativo sull’Economia Circolare.

Quest’anno abbiamo invece deciso di concentrarci sul goal SDG 14 : “la vita sotto l’acqua” e sull’economia blu.

ETF World : L’economia blu è definita dalla Banca mondiale come l’uso sostenibile delle risorse oceaniche: nel caso di un ETF è possibile bilanciare la crescita economica e la salute degli ecosistemi oceanici?

Isabelle Bourcier : Sì, l’economia blu è definita dalla Banca Mondiale come l’utilizzo sostenibile delle risorse oceaniche volte a favorire la crescita economica e a migliorare i mezzi di sussistenza e l’occupazione, preservando al contempo la salute degli ecosistemi oceanici. Con il nostro ETF prendiamo in considerazione le aziende che stanno investendo e facendo progressi nei settori dell’eolico offshore, delle biotecnologie marine, nello sfruttamento del moto ondoso e delle maree. Inoltre, consideriamo il turismo costiero, la pesca e l’acquacoltura. Includiamo poi le aziende che stanno specificatamente sviluppando capacità di gestione del riciclaggio dei rifiuti e servizi ambientali che mirano a proteggere le acque marine. Infine, consideriamo anche il trasporto marittimo poiché la navigazione influisce sulla salute del mare e del suo complesso ecosistema.

Penso che per ognuno di noi sia importante, in quanto individui, conoscere e supportare questi argomenti; gli oceani assorbono più del 90% dell’eccesso di calore derivante dalle attività umane, producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbono un quarto delle emissioni di CO2 mondiali.

Riteniamo che questo sia un tema importante non solo per gli investitori istituzionali, estremamente attenti ai singoli SDG, ma anche per gli investitori retail. Lo stato di salute dei mari e dell’ambiente in generale dovrebbe stare a cuore a tutti.

ETF World : L’investimento passivo sostenibile fa parte della vostra storia da molti anni. L’investimento in un indice ESG fornisce agli investitori migliori rendimenti rispetto ad un normale indice?

Isabelle Bourcier : Questo non possiamo affermarlo con certezza. Ciò che possiamo costatare è il diverso andamento delle strategie ESG contro il mercato ed interpretarne le dinamiche. Negli ultimi 5 anni i dati sono molto incoraggianti. Il 2020 per esempio è stato un grande banco di prova per le strategie sostenibili che hanno dimostrato un’ottima resilienza. Per esempio, l’Indice MSCI World SRI S- Series 5% capped, benchmark sottostante di uno dei nostri ETF, ha reso nel 2020 il 6,66% in più rispetto al suo corrispondente non ESG (MSCI World). Analizzando i dati, la significativa sovra-performance del 2020 va ricondotta tra l’altro all’ esclusione di alcune filiere del settore energetico che hanno sofferto molto all’apice della crisi COVID e che rimangono sorvegliati speciali in tema ambientale. Detto questo, la combinazione di escludere certe catene produttive da una parte ed includerne altre con più elevati punteggi  ESG dovrebbe essere uno dei presupposti per una buona allocazione di portafoglio. Concluderei dicendo che l’attenzione alla questione ambientale, sociale e di governance è indispensabile per non incorrere in rischi che potrebbero costare cari in termini patrimoniali, reddituali, e reputazionali.

ETF World : I temi ESG sono positivi per l’ambiente ed anche per il portafoglio?

Isabelle Bourcier : Innanzitutto vanno fatte alcune precisazioni. Dobbiamo fare attenzione alla formulazione che usiamo, perché, come è noto e come scriviamo sempre, le performance passate non sono un indicatore delle performance future.

Quello che possiamo affermare con certezza è che non c’è garanzia che un indice ESG possa sovraperformare un indice tradizionale sempre e comunque.

Detto questo, io sono profondamente convinta che le tematiche ESG siano diventate, e lo rimarranno per lungo tempo, un punto di riferimento importante per gli investitori. Assistiamo ad una crescente consapevolezza da parte loro e ad una sentita necessità nel partecipare al cambiamento in atto. Non è soltanto un mero esercizio reputazionale o di mitigazione del rischio finanziario.

A livello globale ed europeo stanno avvenendo poi molti cambiamenti legislativi che incideranno sulle aziende e le loro strategie. Il mancato rispetto di certe regole comporterà sanzioni e ripercussioni sull’intera attività.

ETF World : Quali sono i fattori importanti da prendere in considerazione riguardo alla tematica ESG?

Isabelle Bourcier : Penso che un fattore chiave per gli investitori sia quello di guardare alla governance dell’asset manager e alla sua declinazione nelle politiche e nelle strategie adottate in ambito sostenibile.

Sicuramente il primo passo è quello di comprare ETF con sottostanti indici ESG. Tuttavia, questo potrebbe non bastare se l’asset manager che gestisce il fondo non svolge un ruolo attivo come investitore. Se non sollecita le aziende in cui investe a migliorare le proprie politiche ambientali, sociali e di governance la spinta al cambiamento è limitata.

Per avere un effettivo impatto, chi gestisce prodotti passivi ha il compito di svolgere un ruolo attivo, di engagement con le società presenti nell’indice, con le quali deve dialogare regolarmente spronandole a migliorare i loro processi. Solo in questo modo si potrà dire di essere sostenibili a 360 gradi.

Abbiamo molti clienti che rispondono positivamente quando inviamo loro materiale su ciò che facciamo in questo campo; la partecipazione dei nostri clienti a webinar e seminari su queste tematiche è molto sentita, per loro questo nostro impegno è un fattore importante di cambiamento.

ETF World : Avete in programma di lanciare altri ETF nel 2021 e in quali aree specifiche?

Isabelle Bourcier : Nel 2021 abbiamo in programma di espandere la nostra gamma ESG in ambito obbligazionario; alcuni lanci sono infatti imminenti. Stiamo poi lavorando su tematiche specifiche relative ai diversi SDG (Obiettivi di sviluppo sostenibile) ma forse è un po’ prematuro parlarne. Quello che posso dirvi è che continueremo a lavorare su tematiche sostenibili innovative perché questo fa parte del nostro DNA.

ETF World : Le politiche di voto e di stewardship sono molto importanti quando si parla di ESG. Può parlarci in dettaglio delle politiche adottate da BNP Paribas?

Isabelle Bourcier : E’ nostra convinzione che la stewardship rappresenti un’opportunità e un obbligo. Gli investitori di lungo termine dovrebbero usare il voto per delega e le iniziative di engagement e di sensibilizzazione presso le imprese per influenzare i comportamenti delle società e l’opinione pubblica. Riteniamo che il dialogo con le imprese sia, in genere, più efficace dell’esclusione dagli investimenti, e bisognerebbe ricorrere al disinvestimento solo in ultima istanza.

ll cambiamento climatico è stato ed è uno dei temi chiave al centro delle nostre attività di voto e di interazione con le società, con un focus specifico sul tema del lobbying climatico aziendale. Anche la diversità di genere nell’ambito dei consigli di amministrazione ha avuto un ruolo primario nelle nostre attività di voto. Abbiamo votato contro i consigli d’amministrazione che non presentano tra i loro membri almeno una donna e abbiamo modificato, a partire dal gennaio 2020, la nostra politica di voto in tal senso elevando al 30% la soglia di presenza femminile nei consigli di amministrazione delle aziende con sede in America del nord, Europa, Australia e Nuova Zelanda.


Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

Si veda anche: BNP Paribas A.M. : L’economia blu: un tema d’investimento ancora poco conosciuto…

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