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Todeschini Demis Franklin Templeton ETF

ETF World Tavola Rotonda 2021 : Franklin Templeton

ETF World: Dal 2020 al 2021- Domande ai principali Emittenti di ETF .

Demis Todeschini, Senior Sales ETF Specialist per l’Italia, Franklin Templeton


10 febbraio 2021  ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


ETF World: Il 2020 è stato un anno complicato per diversi motivi ma spesso queste situazioni portano alla luce anche delle opportunità. Ci può dire quali sono stati gli aspetti positivi del 2020 e perché?

Demis Todeschini: Nella sua drammaticità il 2020 si è caratterizzato per essere stato un anno unico dal punto di vista economico-sociale e finanziario. La crisi COVID-19 ha catalizzato l’accelerazione di alcuni temi di lungo periodo che abbiamo individuato e seguito negli ultimi anni. Questa traiettoria continuerà probabilmente nel 2021. La pandemia ha rafforzato tre realtà chiave nei mercati emergenti. In primo luogo, la maggiore resilienza istituzionale in questi paesi. In secondo luogo, la crescita dei consumi e della tecnologia, che si traduce in economie più diversificate. In terzo luogo, la crescente innovazione nei mercati emergenti e la capacità delle aziende di “battere” i concorrenti dei paesi sviluppati. Un fenomeno, quello dei paesi emergenti, peraltro ancora relativamente poco rappresentato nei portafogli di investimento e negli indici globali. Ad esempio il peso di colossi come la Cina è assolutamente marginale (il 5,2%) se si confronta con quello US che si posiziona al 57,28%[1]. C’è spazio quindi per ampliare le prospettive di accesso a questa asset class utilizzando lo strumento ETF; questo è uno degli insegnamenti del 2020.

A tal proposito per renderli più accessibili nel 2019 abbiamo incluso nella nostra offerta degli ETF con un TER in media tra il 60% e 70% inferiore rispetto all’offerta presente su Borsa Italiana; in dettaglio Brasile, Cina ed India con un TER di 0,19% e Corea dello 0,09%. Basso costo che non significa rinunciare alla solidità del prodotto: i nostri ETF sono fisici (come tutta la nostra offerta in ETF) e replicano indici di FTSE, uno dei più grandi index provider a livello mondiale. Con questi ETF è possibile investire in modo puntuale su ciascun singolo paese o combinarli per creare l’esposizione desiderata ai paesi emergenti (questi quattro paesi rappresentano complessivamente più del 60% dell’indice MSCI Emerging Markets) sovrappesando o sottopesando ciascun paese in base alle proprie aspettative.

L’altro fenomeno che il 2020 porta in dote è stato l’affermarsi della consapevolezza che i fattori ESG avranno un ruolo importante nella ricostruzione del mondo post-COVID in quanto abbiamo potuto apprezzare come le aziende meglio preparate a gestire questi rischi abbiano affrontato meglio la crisi. Una consapevolezza non nuova considerato che a fine 2015 a Parigi i delegati di 195 paesi di tutto il mondo hanno firmato un accordo sul clima in cui si sono impegnati a favore di un’economia e una società più sostenibile. Ad ogni modo per la realizzazione entro il 2030 degli obiettivi sanciti dall’Accordo di Parigi è sempre più indispensabile mobilitare i risparmi degli investitori privati verso investimenti sostenibili, e per i risparmiatori può rappresentare una opportunità.

ETF World:  Il 2021 è iniziato da poco tempo sulla falsariga dell’anno appena trascorso. Cosa si aspetta da quest’anno e quali temi ritiene che si imporranno?

Demis Todeschini : Guardando al 2021, i nostri professionisti degli investimenti si mantengono prudenti sul breve termine, ma trovano motivi di ottimismo. Prevedono un’accelerazione della ripresa dell’economia globale dopo il COVID-19 con la disponibilità di un vaccino e il sostegno persistente delle Banche Centrali e che ne risulteranno nuove opportunità d’investimento.

Condividiamo la view di Edward Perks, Chief Investment Officer of Franklin Templeton Investment Solutions secondo la quale il rialzo stratosferico delle azioni growth nel 2020 ha convinto molti investitori che un gruppo ristretto di azioni di società tecnologiche a grande capitalizzazione sia l’unico modo per una crescita nei portafogli d’investimento nel 2021. Il nostro team Investment Solutions ritiene che questo fenomeno, noto come l’acronimo TINA, da “There is no alternative”, ossia “Non ci sono alternative” è errato, nonostante la biforcazione e la divergenza constatate tra settori diversi all’interno della classe di asset azionari. Il team è ottimista sul potenziale di rendimento nel lungo termine delle azioni, e si aspetta di veder sorgere opportunità per l’investimento in titoli sottovalutati nel 2021, a seconda della rapidità e dell’efficacia con cui i governi globali potranno gestire la pandemia del COVID-19 in atto.

Concordiamo sul fatto che esistano le alternative e riteniamo che per coglierle sia possibile utilizzare ETF smart beta, come i nostri ETF Franklin LibertyQ che consentono di esporsi con sistematicità ad un paniere di società diversificate di qualità ma con multipli interessanti (approccio multifattoriale quality-value), o ancora di cogliere l’income di società high dividend ma con una selezione volta a considerazione della qualità di bilancio, elemento di differenziazione che nel 2020 si è rivelato rilevante per identificare società più resilienti e capaci di mantenere il flusso di remunerazione per gli azionisti.

ETF World: Quali sono le tematiche che Voi svilupperete nell’anno e perché?

Demis Todeschini : Attualmente la nostra offerta è composta da 16 ETF di cui 5 ETF azionari multifattoriali, 2 ETF smart beta sui dividendi, 2 ETF Paris Aligned climate, 3 ETF attivi obbligazionari e 4 ETF passivi azionari singoli paesi emergenti. In questo nuovo anno ci teniamo ad essere impegnati nel supportare i nostri clienti ad integrare nei loro portafogli le considerazioni ESG e in particolar modo quelle ambientali potendo contare su soluzioni sostenibili come l’Euro Green bond ETF e i Paris Aligned climate ETF o ESG come il Global Equity SRI e l’Euro Short Maturity. Se il 2020 è stato l’anno in cui si è presa consapevolezza di come questo approccio sia rilevante, il 2021 si appresta a diventare l’anno in cui diverrà una necessità perché sempre più richiesto dagli investitori finali e dalla normativa nazionale ed Europea. Un’area nella quale gli ETF troveranno sempre più spazio e apprezzamento da parte degli investitori anche in ottica di megatrend.

ETF World: Il termine ESG è ormai diventato un vocabolo di uso comune, infatti moltissimi strumenti adottano sottostanti di questo tipo. Oltre alla popolarità del termine, esiste un’effettivo valore in questi strumenti e perché?

Demis Todeschini : Se gli investimenti ESG sono da tempo nel mirino di molti investitori istituzionali, si sono fatti sempre più spazio anche tra gli investitori al dettaglio che hanno contribuito ulteriormente alla crescita di questo approccio. In una recente indagine Consob[2] è emerso come Il 40% degli investitori italiani dichiari di tenere in considerazione gli impatti ambientali e sociali delle proprie decisioni finanziarie e di investimento con una netta preferenza per il tema ambientale che supera quello sociale e di governance. Tema ambientale che dovrà vedere sempre più la finanza protagonista considerando che per raggiungere gli ambiziosi traguardi della parità climatica entro il 2050 (con un obiettivo di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030) dovrà supportare investimenti green per almeno 180 miliardi di Euro[3] all’anno di stati ed imprese. In questo contesto si stanno sempre più affermando i green bonds, emissioni i cui proventi sono destinati a progetti di mobilità sostenibile, energia rinnovabile, efficientamento energetico degli immobili. Grazie ai green bond il titolare, il finanziatore, ha la certezza che il suo apporto contribuisca concretamente all’obiettivo e produca un impatto reale.

Un’opportunità che consentiamo di cogliere agli investitori tramite il nostro Franklin Euro Green bond ETF (Franklin Liberty Euro Green Bond UCITS ETF) che consente un accesso trasparente, diversificato, a basso costo e gestito attivamente ad un paniere di Euro green bonds che nel 2020 ha registrato una performance positiva del 5,50%[4]. Sostenibilità che trova spazio anche sul fronte azionario che ha visto nascere nel 2020 un’importante iniziativa voluta dalla commissione Europea: la creazione degli indici benchmark climatici composti da panieri decarbonizzati, attualmente e in prospettiva, affinché la transizione verso un’economia più sostenibile possa avere un parametro di riferimento anche in ambito finanziario.

Un processo voluto dal legislatore (si vedano i numerosi regolamenti europei in ambito di finanza sostenibile) ma anche colto dagli investitori come un’opportunità per generare rendimenti più resilienti in diversi contesti di mercato. Si pensi ad esempio come l’indice Stoxx Europe 600 Paris Aligned Climate abbia sovraperformato l’omologo indice tradizionale dall’inizio dell’anno di quasi tre punti percentuali[5] mostrando un minore draw down e una minore volatilità. Un approccio che in un contesto risk-off mostra particolare forza ma che può anche essere una decisione core di lungo periodo.

ETF World: Cosa si aspetta nel 2021 dal mercato? Quali sono i vostri obiettivi e in quale modo pensate di raggiungerli?

Demis Todeschini : La crescita degli ETF si inserisce in un processo di accoglimento progressivo di lungo termine sia da parte di investitori istituzionali che retail, quest’ultimi molto attivi in Italia. La flessibilità d’utilizzo e l’economicità dell’esposizione che gli ETF consentono stanno, infatti, avvicinando sempre più investitori anche considerando la rapida adozione in molti nuovi ed esistenti ETF dei principi ESG. Questo aspetto ha attratto gran parte dei nuovi flussi in ETF in Italia nel 2020 con ben 7 miliardi di Euro[6] a fronte di flussi positivi di 3,2 miliardi degli ETF non ESG. Si tratta di un sorpasso che avviene per la prima volta in assoluto e che per il mercato Italiano risulta di magnitudo superiore rispetto al resto dell’Europa.

La particolarità del mercato Italiano si riscontra poi nel notevole utilizzo degli ETF fixed income che rappresentano circa il 45% delle masse, quando a livello Europeo questa quota si ferma al 28,3%. Nell’anno in cui le politiche monetarie hanno dettato l’agenda dei mercati, gli investitori Italiani, non appena valutato il loro rilevante impatto, hanno utilizzato in modo significativo ETF fixed income che hanno chiuso l’anno con flussi netti di 4,4 miliardi di Euro[7], molti dei quali con profilo ESG.

Si tratta di un processo intorno al quale vogliamo essere sempre più partner dei nostri clienti potendo contare sull’importante rete di relazioni fiduciarie che negli anni Franklin Templeton ha costruito al quale abbiamo aggiunto un’attenzione verso il mondo dei consulenti indipendenti e dei clienti di brokers on line come IWBank e BinckBank con i quali abbiamo concluso accordi per l’acquisto dei nostri ETF a zero-fee di negoziazione.


[1]Fonte: dati al 30/12/2020 fonte MSCI

[2]Fonte: Consob, La relazione consulente‐cliente – III Indagine mirroring su  sostenibilità e investimenti, dicembre 2020

[3]Fonte: Commissione Europea

[4]Fonte: www.franklintempleton.it

[5]Fonte Bloomberg: Indice Stoxx Europe 600 Paris Aligned SXXRPAB vs Stoxx Europe 600 SXXR +2,79% YTD alla data del 21/12/2020;

[6]Fonte: dati Borsa Italiana a fine dicembre 2020.

[7]Fonte: Ibid.

Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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