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ETFWorld: Intervista a Francesco Lomartire, Responsabile SPDR ETF per l’Italia.

L’anno 2018 si sta velocemente avviando verso la sua conclusione ed il mercato degli ETF ha vissuto una stagione complicata a causa di diverse spinte esogene, quali per esempio i Dazi, la Brexit, ecc…..

Francesco Lomartire Responsabile SPDR ETFs per l’Italia

14 Dicembre 2018  ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


ETFWorld:  Il 2019 si avvicina a grandi passi con tutte le incertezze che questo comporta. Come vedete il nuovo anno, e pensate sia avvantaggiato il mercato azionario o quello obbligazionario e perché?

Francesco Lomartire: Le nostre preferenze sono a favore del mercato azionario in particolare americano considerata la robustezza dei dati economici e degli utili societari.

Altri fattori potrebbero spingere l’azionario USA al rialzo e tra questi l’aumento delle intenzioni di spesa per investimenti privati e governativi: la spesa per infrastrutture potrebbe ritornare tra le priorità nell’agenda.

Le prospettive sugli utili delle società USA rimangono positive per il 2019 anno in cui gli investitori saranno disposti a pagare un premio per accedere a società con migliori fondamentali.

Ovviamente su questo quadro pesa la politica di normalizzazione dei tassi della FED e la guerra commerciale con la Cina.

Sul fronte obbligazionario con molte banche centrali pronte a rialzi la cautela sarà d’obbligo, così come l’attenzione alla qualità del credito, senza trascurare il potenziale offerto dalle scadenze brevi governative e il debito in valuta locale per il suo potenziale di apprezzamento.

ETFWorld:  Gli ETF obbligazionari sono un vostro riconosciuto cavallo di battaglia e si compongono di diverse tipologie che coprono diversi segmenti della curva dei rendimenti, spaziando dalle obbligazioni governative a quelle corporate. Su quali di questi temi obbligazionari pensate sarebbe utile focalizzarsi per il 2019 e perchè?

Francesco Lomartire: Come già accennato il 2019 sarà un anno di forte transizione sul fronte obbligazionario con attese di rientro graduale da parte delle banche centrali da politiche monetarie accomodanti che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

La possibilità di assumere un atteggiamento prudente attraverso scelte di riduzione dell’esposizione ai tassi di interesse è un’opportunità per partecipare al rientro delle politiche monetaria.

Sul fronte del credito invece considerata la fase matura del ciclo economico e alcune avvisaglie di deterioramento dei fondamentali di alcuni emittenti sarà necessario guardare con più attenzione alla qualità.

In termini di asset class riteniamo che le obbligazioni convertibili possano rappresentare un buon veicolo per partecipare a questa fase del ciclo considerata la loro minore sensibilità ai tassi di interesse e il loro potenziale di apprezzamento implicito nelle opzioni azionarie che incorporano.

ETFWorld:  Il mercato degli ETF sta assistendo ad un doppio fenomeno, da un lato la nascita di nuovi emittenti legati a prodotti ed a temi di nicchia e dall’altro ad un costante aggregazione di emittenti strutturati. Questa dicotomia sembra una contraddizione ma effettivamente lo è davvero? Voi cosa ne pensate?

Francesco Lomartire: Le prospettive di sviluppo del mercato degli etf incoraggiano nuovi entranti e convincono gli esistenti della necessità di avere economie di scala per essere competitivi.

Il mantenimento dell’efficienza dello strumento richiede un’alta efficienza operativa che non può prescindere da masse elevate.

I nuovi entranti sono incoraggiati da questa barriera a posizionarsi su asset class di nicchia con la speranza di guadagnare visibilità e margini sufficienti per ampliare la propria presenza.

ETFWorld:  La fine di un anno permette anche di fare i resoconti dell’andamento passato e nel Vostro caso il risultato è in linea con quanto ipotizzato o avete registrato delle differenze? In quali settori lo scostamento è risultato significativo, sia in senso positivo che in negativo?

Francesco Lomartire: L’anno che si sta per chiudere sarà probabilmente il migliore di sempre per SPDR etfs.

La nostra quota di raccolta in Europa durante tutto l’anno si è attestata su tassi a doppia cifra e attualmente è pari al 10% dei flussi degli etf, al terzo posto tra gli emittenti.

Abbiamo scalato un’altra posizione nel ranking europeo per masse gestite e ci attestiamo al settimo posto.

Strumentali al nostro successo sono state le iniziative legate agli etf obbligazionari, tra cui la nostra ricerca sui flussi denominata Bond Compass e il forte focus sui settoriali.

ETFWorld:  Il grande tema in prospettiva dell’Europa sono le elezioni europee previste per la fine di maggio 2019. Queste potrebbero portare ad un forte cambiamento delle politiche economiche europee od alla conferma delle attuali. Come pensate dovrebbe posizionarsi un investitore per essere pronto ad un cambiamento di scenario?

Francesco Lomartire:  Sicuramente il mercato europeo sia azionario che obbligazionario rappresentano lo spazio più complesso dove prendere decisioni nel corso del 2019.

Il suggerimento è di optare per un atteggiamento molto prudente in vista di questo importante evento senza rinunciare ad una esposizione su uno dei mercati più sottovalutati.

Tra le idee azionabili quella di puntare sui temi qualità dei fondamentali e bassa volatilità.

Nel primo caso la correlazione tra qualità dei fondamentali e crescita dei dividendi è confermata da diverse evidenze mentre per la bassa volatilità suggeriamo l’utilizzo di un approccio che premi le società caratterizzate da volatilità storica contenuta.

Un’altra possibilità potrebbe essere quella di puntare su settori meno esposti alle turbolenze come i beni di consumo di base e i farmaceutici. Sul fronte obbligazionario come già detto l’attenzione dovrebbe premiare le scadenze brevi e la qualità degli emittenti.


Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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