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Francia, ricerca il rilancio con nuovo governo e richiesta di più tempo per rientro deficit

Nuovo governo guidato da Valls: La sconfitta dei socialisti nell’ultima tornata di elezioni amministrative di fine marzo ha spinto il presidente francese, Francois Hollande, a correre ai ripari provvedendo a un rapido rimpasto di governo…….

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All’indomani della sconfitta alle elezioni amministrative Hollande ha subito rimarcato la necessità di un patto di solidarietà incentrato sul taglio delle tasse, assicurazioni su welfare, apprendistato giovanile ed educazione. Le risorse dovranno essere reperite attraverso tagli alla spesa pubblica.
Il nuovo esecutivo guidato da Manuel Valls avrà il delicato compito di implementare il rilancio della crescita del paese cercando comunque di proseguire nel diffi cile percorso di risanamento dei conti pubblici. Proprio all’Economia le maggiori novità del nuovo governo “da combattimento” voluto da Hollande. Il ministero è stato in pratica sdoppiato con l’Economia ad Arnaud Montebourg, esponente delle sinistra socialista favorevole a uno spiccato interventismo pubblico e contrario all’eccessivo rigore voluto dall’Europa. Le Finanze invece sono andate a Michel Sapin, che sarà chiamato a mediare con Bruxelles al fi ne di ottenere maggiori margini nel percorso di rientro del deficit.
Parigi chiederà più tempo a Bruxelles
Nonostante i richiami da parte dell’Unione Europea e soprattutto da Berlino al rispetto degli impegni presi sul fronte conti pubblici, Hollande e il nuovo governo d’oltralpe intendono ottenere dall’Europa un allungamento dei tempi per il rientro del defi cit che già lo scorso anno erano stati dilatati di due anni portando al 2015 il termine entro il quale tornare sotto la soglia del 3%. Michel Sapin ha manifestato l’intenzione di ridiscutere i tempi di rientro mantenendo comunque l’impegno a continuare nel percorso di rientro del disavanzo di bilancio. “Bisogna tenere a mente gli interessi comuni – ha sottolineato Sapin – poiché è nell’interesse dell’Europa trovare la tempistica giusta. L’Europa starà meglio quando la Francia starà meglio”. Presa di posizione francese che non ha al momento trovato sponda in Europa. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha rimarcato come “la Francia è consapevole dei propri impegni, hanno già avuto più tempo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il commissario alla Affari economici e monetari della Ue, Olli Rehn, che ha sottolineato l’importanza che la Francia proceda con gli aggiustamenti strutturali necessari. Diffi coltà di Parigi testimoniate dai riscontri relativi al 2013 con il deficit attestatosi al 4,3%, superiore rispetto al 4,1% concordato con Bruxelles. In generale la Francia evidenzia una crescita modesta con il primo trimestre del 2014 che secondo le ultime stime della Banque de France dovrebbe essere stata solo dello 0,2% su base trimestrale.
A preoccupare è in primo luogo la debolezza del mercato del lavoro con il numero dei disoccupati che a febbraio ha toccato un nuovo massimo storico a quota 3.347.700 persone (+0,9% rispetto al mese precedente e un +4,7% nel confronto annuo).
Cac 40 ai top dal 2008, rally di Renault
La Borsa di Parigi presenta un saldo positivo di quasi il 4% da inizio anno e il Cac 40 viaggia sui massimi dal 2008 sostenuto dalla buona intonazione del comparto bancario (+27% Credit Agricole).
Tra i migliori del 2014 figura anche Renault con un balzo del 23% grazie al boom di immatricolazioni in Francia (+20,6% a marzo grazie soprattutto al marchio Dacia). Spicca poi il balzo in avanti di Lafarge che venerdì scorso ha segnato un rialzo del 9% in scia alla notizia della fusione alla pari con la svizzera Holcim.

Fonte: RBS

 


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