ETFWorld.it

Intervista a Mauro Giangrande – Head of Passive Distribution Italy – Deutsche Asset & Wealth Management

ETFWorld: Il 2014 si è aperto con prospettive brillanti per gli emittenti di ETP, con l’obiettivo di migliorare i risultanti già molto interessanti dell’anno appena chiuso. Come è stato l’anno appena trascorso per Deutsche Asset & Wealth Management e quali sono le vostre aspettative a livello globale?…


Contributo di Mauro Giangrande – Head of Passive Distribution Italy – Deutsche Asset & Wealth Management 


13 Febbraio 2014  ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


Mauro Giangrande: Il 2013 è stato un anno positivo per il business degli ETF di Deutsche Asset & Wealth Management soprattutto sul mercato italiano dove abbiamo incrementato gli asset di quasi il 20%. Come sempre uno dei punti di forza della nostra piattaforma è stata l’ampiezza della gamma che ci consente di poter offrire il prodotto giusto al momento giusto. E’ stato ad esempio il caso dell’ETF sul mercato azionario giapponese con la copertura del rischio di cambio e dell’ETF sull’indice delle small cap americane, il Russell 2000; più recentemente ha avuto un grosso riscontro in termini di raccolta anche l’ETF Fed Funds, che si è dimostrato lo strumento ideale per prendere un’esposizione rialzista sul dollaro nei confronti dell’Euro, con la chiara esigenza di mantenere una duration nulla e neutralizzare il rischio di un eventuale incremento dei tassi a breve termine.

Per quanto riguarda le aspettative di crescita a livello globale sono anch’esse particolarmente positive. Ci aspettiamo infatti che le masse gestite in ETF possano facilmente superare i 2.500 miliardi di dollari nel 2014 con un incremento anno su anno del 17%. Qualora poi il rally dei mercati azionari sviluppati dovesse continuare il patrimonio totale potrebbe addirittura puntare anche quota 3.000 mld, ossia ad una crescita in termini percentuali di oltre il 30%.

ETFWorld: Deutsche Asset & Wealth Management come vede lo sviluppo del mercato italiano degli ETP? Su quali temi si concentrano le vostre attenzioni e su quali iniziative vi state focalizzando?

Mauro Giangrande: Il contributo del mercato Italiano alla crescita registrata in Europa è stato fondamentale. Gli asset totali investiti in ETP sono infatti passati nel 2013 da 20,7 a 26,7 miliardi di Euro. La ragione risiede essenzialmente nell’allargamento della nostra base di clientela che fino a poco tempo fa era rappresentata prevalentemente da asset manager. Oggi sono infatti sempre di più le assicurazioni ed i team di gestione patrimoniale o di advisory che prendono in considerazione i fondi passivi quotati in borsa. Alla luce di queste enormi potenzialità sono diverse le iniziative che come Deutsche Asset & Wealth Management stiamo portando avanti. La prima riguarda la modalità di replica: da inizio anno sono già 7 gli ETF azionari che sono passati dalla replica sintetica a quella fisica ed abbiamo in programma altri 11 switch da realizzare nelle prossime settimane per un totale di 9,5 miliardi di euro. Determinati segmenti di clientela hanno mostrato una preferenza nei confronti degli ETF a replica diretta ed il nostro obiettivo è quello di soddisfare questa richiesta adottando l’approccio fisico nei casi in cui la liquidità e le caratteristiche dell’indice benchmark consentano una replica efficiente in termini di tracking error volatility e tracking difference. Contemporaneamente abbiamo abbassato le commissioni di gestione su alcuni ETF che offrono esposizione ai principali indici azionari dei paesi sviluppati. Gli ETF sul DAX e sul FTSE 100 sono ad esempio ora proposti con un TER di 0.09%, e sono diventati i più convenienti in Europa nella loro rispettiva categoria. A breve il medesimo livello commissionale verrà proposto agli ETF a replica fisica che replicano l’Euro Stoxx 50 e l’MSCI USA.

ETFWorld: Gli accordi di collaborazione tra emittenti di ETF e società prodotto sembrano essere il nuovo obiettivo da parte di molti emittenti di ETP. L’inserimento dei propri ETF/ETC all’interno di veicoli creati da società terze che provvedono a immetterli sul mercato, sembra in effetti poter dare molte soddisfazioni a fronte di un minor sforzo commerciale. Ritiene che in futuro il mercato si svilupperà secondo queste linee o ha una diversa opinione?

Mauro Giangrande: Il vero salto di qualità, in termini di raccolta, ci sarà solo quando gli ETF riusciranno a sfondare il muro del mercato retail, sulla scia di quello che si è già verificato negli USA. La soluzione potrebbe essere effettivamente l’inserimento degli ETP all’interno di veicoli, come unit linked e linee di gestioni patrimoniali create ad-hoc. Ci sono già diversi esempi di successo in Italia, e ci auguriamo che questo possa stimolare sempre più controparti a proporre soluzioni di investimento di questo tipo.

ETFWorld: Cosa ci può dire del segmento degli ETC, in cui siete presenti? Lo ritenete strategico per lo sviluppo della vostra gamma prodotti oppure no?

Mauro Giangrande: L’ETC su Oro fisico con la protezione del rischio cambio Euro/USD è uno dei prodotti della nostra gamma più di successo. A dimostrazione del fatto che strategicamente aveva, ed ha tutt’ora, molto senso presidiare questo segmento. D’altronde le commodity sono ormai da anni entrate a pieno titolo nell’asset allocation strategica dei principali investitori istituzionali a livello globale. Tutto il comparto è sicuramente sotto pressione a causa della forte contrazione dei prezzi che si è registrata negli ultimi mesi, ma c’è già chi vede in questo un’opportunità di ingresso.

ETFWorld: Gli ETF stanno abbattendo molte barriere che sembravano invalicabili, conquistando sempre nuovi segmenti di mercato che sembravano essere totalmente refrattari a questi strumenti. I consulenti ed i promotori sembrano non subire il fascino esercitato da questi strumenti. Si arriverà ad un punto di svolta anche per questa importantissima categoria, oppure è una partita persa? Lei cosa ne pensa?

Mauro Giangrande: Il modello di distribuzione attuale che si basa sul riconoscimento di retrocessioni a fronte del servizio di consulenza prestato al cliente non lascia chiaramente molto spazio agli ETF, visto che notoriamente non prevedono il pagamento di trailer fees. Ciò non vuol dire che i promotori non siano interessati a capire in profondità pregi e difetti degli ETP. Lo dimostra il fatto che nelle varie occasioni in cui abbiamo organizzato dei seminari aperti al pubblico la componente derivante dal mondo della promozione finanziaria è sempre stata molto rilevante. Questo si spiega da un lato con il desiderio di molti promotori di offrire un servizio completo ed informato alla propria clientela e dall’altro con la consapevolezza che in un futuro prossimo sempre più realtà affiancheranno ad un servizio di consulenza tradizionale, un servizio di remunerazione fee-only, magari riservato al segmento di clientela private. Quando ciò avverrà, gli ETF entreranno a pieno titolo tra gli strumenti più utilizzati anche dai promotori.

Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

Articoli Simili

ETF World: Intervista a Andrea Favero, Head of iShares Italy

1admin

ETFWorld: Intervista a Francesco Lomartire, Responsabile SPDR ETF per l’Italia.

Falco64

ETFWorld: Intervista a Salvatore Catalano, VanEck ETF

Webmaster