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Intervista a Simone Rosti, responsabile Italia di UBS ETF

Rosti Simone

ETFWorld: L’anno 2013 si è chiuso con risultati molto interessanti per gli emittenti di ETP, ed il nuovo anno si apre con delle prospettive anche più brillanti. Per UBS come è stato l’anno appena trascorso e quali sono le vostre aspettative a livello globale?…


Contributo di Simone Rosti, responsabile Italia di UBS ETF


21 Gennaio 2014  ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


Simone Rosti: Molto positivo. Nel 2013 abbiamo raccolto oltre 300 milioni di Euro (dati Borsa Italiana al 31/12/2013) in Italia, quasi il 6% del mercato. I volumi su Borsa Italiana sono cresciuti notevolmente, circa 5 volte rispetto a un anno fa. Siamo passati dalla settima alla sesta posizione in termini di mercato italiano. Considerato che per noi il 2013 era l’anno zero ci riteniamo molto soddisfatti.

Sul piano europeo abbiamo consolidato una posizione di leadership al quarto posto. La nuova raccolta europea si è attestata a oltre 1,7 miliardi di Euro, con masse in gestione attorno agli 11,6 miliardi di Euro (fonte ETFGI, al 31/12/2013). Ci attendiamo che questo trend continui nel 2014.

ETFWorld: Nel 2013 UBS è ritornata in forze nel mercato italiano con la quotazione in un’unica giornata di 61 ETF, record assoluto per Borsa Italiana. Il 14 Gennaio 2013 delle nuove persone ed una nuova struttura si sono presentati ad un mercato strutturato ed a una concorrenza agguerrita. Alla fine della corsa lunga un anno, cosa ha funzionato e cosa meno?

Simone Rosti: Non era facile entrare su un mercato molto poco differenziato come quello degli ETF con qualche anno di ritardo rispetto alla concorrenza. Tuttavia diversi investitori ci hanno dato fiducia, apprezzando la qualità dei nostri prodotti e del servizio. Le nostre eccellenze sono gli ETF azionari principali: Eurozona, Europa, Giappone, USA, World e altre aree geografiche. La raccolta del 2013 lo ha confermato, con la maggior parte della nuova raccolta in questa direzione. In particolare viene apprezzata la qualità della replica, grazie a un team di portfolio management molto forte e a TER molto competitivi. Abbiamo sicuramente da completare l’offerta obbligazionaria.

ETFWorld: Sembra ormai definitivamente superata la diatriba che ha visto contrapporre gli strumenti a replica fisica e quelli a replica sintetica. Lei cosa ne pensa, era davvero una priorità per il mercato, o piuttosto una puntualizzazione da parte di qualcuno esterno al settore?

Simone Rosti: Penso che gli investitori, i regolatori e il mercato richiedano trasparenza. Il 2011 ha segnato lo spartiacque nel mondo degli ETF, sia per quelli a replica fisica con il prestito titoli, sia per quelli a replica sintetica con lo swap. Ciò detto il livello di trasparenza che oggi caratterizza gli ETF nell’offerta degli OICR è davvero elevato. Ma, come sempre, il mercato ha già dato un giudizio: la crescita degli ETF è inarrestabile, come ha confermato anche il 2013, con nuova raccolta a livello europeo di oltre 25 miliardi di dollari (fonte: ETFGI, 21/12/2013).

ETFWorld: Gli accordi di collaborazione tra emittenti di ETF e società prodotto sembrano essere il nuovo obiettivo da parte di molte case. L’inserimento dei propri ETF/ETC all’interno di veicoli creati da società terze che provvedono a immetterli sul mercato, sembra in effetti poter dare molte soddisfazioni a fronte di un minor sforzo commerciale. Ritiene che in futuro il mercato si svilupperà secondo queste linee o ha una diversa opinione?

Simone Rosti: L’uso degli ETF come prodotto per la gestione dell’asset allocation, tramite fondi di fondi, gestioni patrimoniali, prodotti assicurativi o altri veicoli, non è una novità ma sicuramente uno dei trend più forti degli ultimi mesi. I responsabili commerciali e di prodotto delle reti di distribuzione e delle banche private e retail guardano sempre di più all’ETF come il sottostante ideale per prodotti gestiti. E le ragioni sono principalmente legate a fattori di costo, liquidità, semplicità e trasparenza.

ETFWorld: Gli ETF stanno abbattendo molte barriere che sembravano invalicabili, conquistando sempre nuovi segmenti di mercato che sembravano essere totalmente refrattari a questi strumenti. I consulenti ed i promotori sembrano non subire il fascino esercitato da questi strumenti. Si arriverà ad un punto di svolta anche per questa importantissima categoria, oppure è una partita persa? Lei cosa ne pensa?

Simone Rosti: Con modalità più o meno diverse, oggi i consulenti che si occupano di gestione del risparmio dei clienti privati utilizzano gli ETF. Penso che andrà di pari passo con il continuo sviluppo di prodotti con sottostante ETF e continuerà a essere complementare rispetto all’uso di altri prodotti di risparmio gestito.

Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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