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Italia, le riforme economiche penalizzate dall’incertezza politica

L’incertezza politica frena i mercati
Complici le recenti tensioni all’interno della maggioranza di Governo, nelle ultime sedute il termometro della crisi per i Paesi periferici della zona…

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euro, ovvero lo spread Btp/Bund, ha visto una nuova impennata

a 260 punti dopo avere stazionato per parecchie settimane a quota 230 punti, sui minimi degli ultimi due anni. A Piazza Affari questo rialzo improvviso dello spread ha favorito un’ondata di vendite sui principali titoli del comparto bancario che detengono in portafoglio quote rilevanti di titoli pubblici (il cui valore è penalizzato proprio dall’incremento dei tassi di mercato). L’ormai dimentica tregua politica aveva permesso all’Italia di riottenere la fiducia dei mercati fi nanziari nonostante l’ulteriore crescita del debito pubblico salito al livello record di 2.075 miliardi di euro (pari al 130% del Pil) e il debole andamento della congiuntura con il Pil del secondo trimestre 2013 che ha registrato un’ulteriore fl essione dello 0,2 per cento. Una fase di debolezza economica provocata soprattutto dal crollo dei consumi delle famiglie, scesi sui livelli degli anni ‘80.

Timidi segnali di ripresa
Dopo oltre due anni di recessione gli ultimi dati economici resi noti in Italia hanno evidenziato una timida ripresa della congiuntura. A luglio la fiducia delle imprese manifatturiere si è riportata sopra il livello spartiacque che delimita la fase di crescita economica da quella di rallentamento. In tal senso l’indice Pmi manifatturiero in luglio si è portato a 50,4 punti rispetto ai 49,1 punti della precedente rilevazione.
Indicazioni positive sono giunte anche dal Fondo Monetario internazionale convinto che la ripresa economica in Italia inizierà nella seconda parte del 2013 sostenuta dalle esportazioni e da un’inversione del ciclo degli investimenti delle mprese. Nonostante i segnali di ottimismo gli esperti di Washington hanno rivisto al ribasso le stime relative al Pil per l’intero 2013 evidenziano una contazione della congiuntura al -1,8% mentre hanno alzato quelle per il 2014 al +0,8 per cento. L’Fmi ha poi ricordato che la disoccupazione in Italia ha toccato un livello estremamente elevato e pertanto gli sforzi di risanamento avviati da Roma sono lontani dall’essere completati. Segnali di pericolo circa l’elevato livello raggiunto dalla disoccupazione sono giunti anche dall’Ocse che ha stimato un’ulteriore crescita dei senza lavoro all’11,9% entro la fi ne del 2013 per vederla crescere ulteriormente al 12,5% nel corso del 2014.

Mercati obbligazionari in fermento
Il mercato dei titolo di Stato in Italia continua ad essere condizionato dall’incertezza politica e questo fattore ha favorito
l’apprezzamento del differenziale di rendimento tra Btp e Bund verso i 250 punti.
Il principale effetto legato al rialzo degli spread è dato dal fatto che in questo modo cresce il rendimento delle obbligazioni in circolazione e ne diminuisce contestualmente il prezzo. Questi movimenti infl uenzano anche l’andamento dei future sui titoli di Stato, in particolare quello sui Btp, uno dei benchmark più utilizzato sui mercati obbligazionari. La caratteristica principale che regola i future su BTP è che al crescere dei tassi di mercato, il prezzo del derivato registra una flessione e viceversa.

 

 

Fonte: RBS

 


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