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Lyxor ETF rivela la temperatura di più di 150 ETF

Lyxor Asset Management supporta la transizione verso basse emissioni di carbonio rivelando la temperatura di più di 150 ETF

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Florent Deixonne, Head of SRI di Lyxor Asset Management


Lyxor Asset Management annuncia oggi la pubblicazione della temperatura di oltre 150 dei suoi ETF. Questa pubblicazione segna un’importante pietra miliare nel  percorso  della società che punta a fornire agli investitori le informazioni di cui hanno bisogno per valutare meglio l’impatto dei loro portafogli sul riscaldamento globale e, se necessario, contribuire ad allinearli con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi: contenere l’aumento delle temperature entro la fine del secolo ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5° C. Le temperature del resto della gamma saranno comunicate prossimamente.

Il grado del riscaldamento potenziale di un portafoglio d’investimento viene stabilito con precisione attraverso metodologie all’avanguardia e in costante evoluzione. Il processo di Lyxor è pertanto graduale e in stretta collaborazione con S&P Global Trucost – specialista dei dati sul clima e della valutazione dei rischi legati al cambiamento climatico, filiale del fornitore globale di indici Standard & Poor’s – allo scopo di garantire il continuo perfezionamento dell’approccio.

Al fine di misurare la temperatura di questa prima serie di ETF, Lyxor considera i dati storici sulle emissioni e le stime sulle emissioni future per ciascuna delle società forniti da S&P Global Trucost, sulla base degli impegni annunciati dalle società stesse – ove presenti – o sulle stime fornite da S&P Global Trucost.

L’approccio coniuga due metodologie riconosciute: il Sectoral Decarbonisation Approach (SDA), sviluppato dalla Science Based Targets Initiative per i settori ad elevate emissioni di gas serra (produzione di elettricità e di acciaio, aviazione, ecc.), e il metodo Greenhouse Gas Emissions per Unit of Value Added (GEVA) per gli altri settori. La combinazione di questi due approcci permette di valutare il grado di allineamento con l’Accordo di Parigi delle società attive in tutti i tipi di settori.

Grazie alla misurazione delle temperature, Lyxor intende fornire a tutte le tipologie di investitori e soggetti coinvolti la trasparenza sugli asset che gestisce, aiutandoli a limitare i rischi climatici dei loro portafogli e ad incrementare la consapevolezza circa il loro impatto ambientale. Posizionandosi tra i primi attori del settore a pubblicare le temperature dei suoi fondi, Lyxor risponde alle varie normative ed accordi sulla trasparenza dell’informazione circa il contributo degli investimenti al riscaldamento globale.

Questo meccanismo rafforza la struttura che Lyxor sta costruendo da diversi anni per offrire agli investitori soluzioni semplici per riorientare i loro capitali verso investimenti che favoriscano la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio: tra questi figurano in particolare il suo ETF sui green bond, l’introduzione di una Politica Climatica nel 2019 e la creazione, nel 2020, di un intero ecosistema di ETF climatici allineati con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Per completare questa struttura, Lyxor sta attualmente studiando come integrare all’interno dei suoi fondi la misurazione del rischio climatico, in particolare attraverso il rischio di transizione.

Florent Deixonne, Head of SRI di Lyxor Asset Management, ha commentato: “Tutti i portafogli, tutti gli indici e i benchmark possono esercitare una qualche forma di impatto sul clima. Oggi, pubblicando le temperature, diamo il via ad un processo finalizzato a permettere a tutti i tipi di investitori di valutare questi impatti e di gestire i rischi connessi. Non c’è dubbio che garantire l’effettiva sostenibilità degli investimenti diventerà un elemento centrale nell’esercizio del dovere fiduciario dei gestori. Gli investitori potranno inoltre utilizzare queste informazioni per prendere decisioni di investimento più rispettose del clima e, se lo desiderano, allineare meglio il proprio portafoglio agli obiettivi dell’Accordo di Parigi relativi alle temperature.”

Fonte: ETFWorld.it

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