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Strategia d’investimento: Materie prime. L’asset class rimane fragile

Asset allocation
Il mercato azionario è stato sostenuto in particolare da risultati trimestrali positivi e da dati economici sorprendentemente dinamici e solidi provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa….

 


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Nonostante l’aumento dei tassi reali, le azioni continuano a offrire rendimenti interessanti rispetto ai “titoli di Stato di qualità”.

Manteniamo il sovrappeso sulle azioni e preferiamo le obbligazioni societarie ai titoli di Stato.

Obbligazioni
Gli indicatori economici inaspettatamente positivi in diversi paesi giustificano la continua normalizzazione dei rendimenti reali. Non si intravedono rischi d’inflazione.
La volatilità dovrebbe rimanere elevata prima della prossima riunione del FOMC. Tuttavia, l’inclinazione della curva frena un possibile aumento dei rendimenti.
In virtù delle valutazioni interessanti, privilegiamo le obbligazioni societarie e quelle dei mercati emergenti.

Azioni
Gli investitori continuano a dimostrarsi scettici nei confronti delle azioni dei mercati emergenti.
Soprattutto le società del settore finanziario e dei beni di consumo non primari hanno pubblicato risultati trimestrali sorprendentemente positivi.
Privilegiamo le azioni dei settori dei beni di consumo non primari, della salute, della finanza e dell’informatica.

Investimenti alternativi
Materie prime: L’asset class rimane fragile. L’offerta limitata nel settore energetico è alle prese con un contesto macroeconomico difficile.
Continuiamo a privilegiare il settore energetico.
Immobili: In un contesto dei tassi d’interesse sempre più avverso, i fondi immobiliari si sono dimostrati solidi.
In virtù dei rendimenti dei dividendi elevati, privilegiamo i fondi che investono principalmente in immobili commerciali.

Valute
Finora la “forward guidance” recentemente introdotta dalla BCE e dalla Bank of England non ha avuto l’effetto sperato sull’euro e sulla sterlina britannica.
I dati economici più recenti suggeriscono che la Fed potrebbe decidere di ridurre gli acquisti obbligazionari già a settembre.
Privilegiamo le valute scandinave e il dollaro statunitense rispetto all’euro e al franco svizzero.

 

Fonte: ETFWorld – Swiss & Global Asset Management

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