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Pregi e difetti ETF

Pregi e difetti ETF: Gli Exchange Traded Funds sono dei prodotti arrivati sul mercato italiano il 30 settembre 2002. Tali strumenti presentano dei vantaggi e degli svantaggi che riportiamo qui di seguito…..

I PREGI:

Gli ETF si possono paragonare a due altri strumenti presenti sul mercato, ovvero i futures e i fondi indicizzati; tuttavia seppur sia ancora presto per dirlo, gli ETF sembrano risultare vincenti rispetto a queste due forme di investimento. Infatti non risultano essere rischiosi come i futures e non presentano ritardi temporali come i fondi indicizzati.

Gli ETF inoltre hanno bassi costi; infatti a differenza dei Fondi Comuni non hanno una commissione d’entrata ne una commissione d’uscita, mentre la commissione di gestione è piuttosto contenuta. Questa differenza è dovuta al fatto che mentre i Fondi Comuni per essere continuamente aggiornati hanno bisogno di un gestore, gli ETF non hanno bisogno di uno studio per la loro composizione in quanto replicano l?indice di riferimento.

Un altro elemento che rende vantaggiosi questi prodotti è dato dal fatto che con essi non sia piu necessario acquistare delle singole azioni per investire in un settore o in un’area geografica, ma basti un unico acquisto per avere in portafoglio un vero e proprio indice.

Gli ETF inoltre sono flessibili, trasparenti e negoziabili in qualunque momento.

Esiste infatti un mercato trasparente chiamato MTF (Mercato Telematico dei Fondi), dove vengono scambiati per tutta la giornata. Gli investitori quindi possono fare trading giornaliero sulle quote, modificando il proprio portafoglio in relazione a quello che accade sul mercato. I Fondi Comuni infatti hanno lo svantaggio di comunicare il valore della quota solamente uno o due giorni successivamente all’operazione; inoltre anche i tempi di acquisto e di vendita sono molto pi? lunghi. In qualunque momento sono disponibili:

Il valore dell’ETF è spesso rappresentato da una frazione dell’indice di riferimento (ad esempio 1/10 o 1/100); per questo motivo è semplice ottenere una quotazione indicativa che rappresenta il suo valore corretto; tuttavia è meglio prendere sempre come valore di riferimento il prezzo in tempo reale.

Il NAV viene pubblicato una volta al giorno sui principali quotidiani economici ed è dato dal valore del paniere delle azioni replicante l’indice + i dividendi.

Gli ETF sono strumenti adatti sia per coloro che hanno una strategia di lungo termine, sia per chi desideri avere dei risultati nel breve periodo.

Chi acquista un ETF non rinuncia ai dividendi delle società appartenenti al paniere, in quanto vengono percepiti comunque, anche senza il possesso di azioni. Infatti l’ETF incassa man mano le varie somme e successivamente le distribuisce con una tempistica prefissata.

Gli ETF sono spesso piu’ liquidi dei Benchmarks .

Un altro elemento positivo è dato dal fatto che la maggior parte degli ETF è quotato su diversi mercati; questo da un lato permette di accrescere le masse in gestione e dall’altro, qualora gli investitori siano interessati ad investire su un ETF la cui storia è temporalmente limitata, permette loro di recuperare informazioni su altri mercati verificando cos’è la validità dello strumento.

I DIFETTI:

Ad oggi gli ETF in Italia non sono conosciuti dal grande pubblico ci vorrà del tempo perchè questo avvenga, anche in America ci sono voluti due anni prima che i risparmiatori iniziassero ad apprezzare questi strumenti.

Banche e promotori prediligono altri strumenti piu’ redditizi da far sottoscrivere ai loro clienti. Gli ETF hanno margini di guadagno molto bassi .

Gli ETF non sono studiati e seguiti da un gestore e per questa ragione chi non segue da vicino il mercato rischia di riportare grosse perdite; infatti gli ETF hanno la stessa volatilità del sottostante. Non evitano rischi agli Investitori.

Inoltre questi strumenti offrono grande tempestività alle vendite effettuate in situazioni di stress emotivo.

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