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SPDR ETF : Perché investire nel credito ESG US Investment Grade nel lungo termine

SPDR ETF : Dopo un inizio d’anno debole, il credito investment grade (IG) ha registrato un rimbalzo nel secondo trimestre del 2021.

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A cura di Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia


I flussi mostrano una preferenza degli investitori per il credito ESG Investment Grade

Il cambiamento dell’atteggiamento ribassista degli investitori e il conseguente calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi, insieme alla graduale compressione degli spread rispetto ai Treasury, hanno permesso a un indice “all maturity” di registrare una performance superiore al 2,5%. I rendimenti superiori al 2% rendono queste strategie interessanti in particolare per gli investitori in euro, dove i rendimenti obbligazionari rimangono bassi.

Permangono ovviamente i rischi valutari, che non sono banali dato che il tasso di cambio EUR/USD ha superato l’1,21 rispetto al valore poco al di sotto dell’1,18 all’inizio di questo trimestre. Tuttavia, con gli spread dei tassi di interesse relativamente compressi su base storica, si possono coprire questi rischi in modo efficace in termini di costi.

Sul fronte dei flussi, continuano a registrarsi flussi positivi nel credito Investment Grade, in particolare nelle strategie corporate ESG. Questo trend è stato spinto dal cambiamento sociale, dalle nuove regole e da una migliore comprensione delle performance delle strategie ESG poiché emergono sempre più elementi che provano come un approccio ESG possa aiutare sia a ridurre la volatilità che a migliorare le performance nel lungo periodo.

La prospettiva degli investitori europei: vale la pena considerare la copertura valutaria

La prospettiva di un rendimento aggiuntivo (“yield pick-up”) nel segmento del credito IG in euro intorno ai 175 bp, senza copertura, sembra attraente e dovrebbe quindi risultare particolarmente interessante per gli investitori europei che devono accontentarsi di un rendimento di poco inferiore ai 30 pb sull’indice Bloomberg Barclays Euro Corporate. Inoltre, con il costo della copertura che è diminuito in modo significativo negli ultimi anni, ha senso coprire il rischio di cambio. Aggiungendo il costo della copertura, il differenziale di rendimento di poco inferiore a 120 bp offre il miglior rendimento aggiuntivo dalla metà del 2017.

Per quanto riguarda la copertura del rischio di cambio, il cambio EUR/USD è tornato sopra l’1,21, non così lontano dal massimo degli ultimi 5 anni che è appena sopra l’1,25. Agli investitori che potrebbero essere ancora scettici sull’opportunità di coprire il rischio del dollaro USA, vale la pena ricordare che il cambio EUR/USD ha toccato 1,39 nel 2014 e che attualmente tutti i fondamentali segnalano un possibile declino del dollaro: il disavanzo delle partite correnti USA in aumento, l’ampio deficit di bilancio e un’inflazione strutturalmente superiore a quella dell’area dell’euro.

La performance attribution mostra come la strategia ESG sia in grado di ridurre la volatilità e migliorare le performance nel lungo termine

Durante la crisi del COVID abbiamo osservato come le società con punteggi ESG più elevati si siano rivelate in genere più stabili. Nel periodo della crisi che va dalla fine del 2019 alla fine di marzo 2020, l’indice Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select ha registrato una performance di -205.9bp contro quella dell’indice Bloomberg Barclays US Corporate di -363.4bp.

Figura 1: Performance attribution dell’indice Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select rispetto all’indice Bloomberg Barclays US Corporate 

(bp) Da dic-19 a mar-20 Da mar-20 a dic-20
Yield Curve 4.2 -8.2
Asset Allocation 102.9 -78.4
Selezione titoli 52.1 -12.7
Totale 159.1 -99.2

Fonte: Bloomberg Finance L.P. Al 30 aprile 2021. La performance passata non è un indicatore affidabile della performance futura. I rendimenti dell’indice non sono gestiti e non riflettono la detrazione di commissioni o spese. I rendimenti dell’indice riflettono tutti gli elementi di reddito, utili e perdite e il reinvestimento di dividendi e altri proventi, a seconda dei casi.

La performance attribution suggerisce che i risultati divergenti siano stati per lo più generati dalll’asset allocation. Ciò ha senso dato che i settori del segmento obbligazionario corporate che hanno registrato i peggiori risultati sono stati l’energia e i trasporti, entrambi settori in cui l’indice Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select ha un peso sostanzialmente inferiore rispetto all’indice principale.

Al contrario, la maggiore ponderazione dell’indice ESG sulla tecnologia è stata di supporto, poiché il settore comprende nomi che, nel complesso, si riteneva avrebbero tratto vantaggio dallo smart working. L’effetto può essere analizzato nella Figura 2, dove sono mostrati i driver mensili delle performance relative. Il peso inferiore nel settore energetico sta chiaramente alla base della migliore performance dell’indice ESG durante il primo trimestre del 2020.

Dalla fine di marzo 2020 si è registrata invece una compressione generale degli spread creditizi, anche perché la Federal Reserve (Fed) ha annunciato il suo piano di acquisto di obbligazioni corporate. Questa “rete di sicurezza” offerta della Fed ha portato alcune delle obbligazioni più vendute a beneficiare di forti rimbalzi. Non sorprende quindi che il Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select Index abbia faticato a eguagliare la performance dell’indice principale, con rendimenti di 472,8 bp contro i 524,3 bp del Bloomberg Barclays US Corporate Index.

Dal punto di vista settoriale, a causa del rimbalzo dei prezzi del petrolio, il settore dell’energia è passato da essere un contributore positivo alla performance relativa dell’indice ESG SASB ad un contributore negativo, così come il settore tecnologico in senso opposto.

Figura 2: Performance attribution per settore dell’indice Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select rispetto all’indice Bloomberg Barclays US Corporate

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Fonte: State Street Global Advisors, Bloomberg Finance L.P., al 30 aprile 2021. La performance passata non è un indicatore affidabile della performance futura. I settori sono aggiornati alla data indicata, sono soggetti a variazione e non devono essere considerati come attuali in seguito a tale date. Queste informazioni non devono essere considerate una raccomandazione ad investire in un particolare settore o ad acquistare o vendere qualsiasi titolo soprariportato. Non è possibile sapere se i settori oi titoli indicati saranno redditizi in futuro.

L’attribution mostra anche un effetto ESG dovuto alla selezione dei titoli (Figura 3). Ciò ha contribuito per oltre 50 bp di sovraperformance nel primo trimestre del 2020 e suggerisce che, in periodi di stress, gli emittenti con rating ESG più bassi subiscono sell-off più aggressivi. Non sorprende che ci sia una forte sovrapposizione con i settori che sono stati i grandi motori, come l’energia. Anche i REIT e la tecnologia hanno dato un contributo positivo significativo a marzo 2020, sebbene la selezione dei titoli tecnologici abbia effettivamente agito da freno sulla performance di gennaio e febbraio 2020. Anche la selezione dei titoli dell’industria di base e del settore bancario ha contribuito negativamente.

Da marzo, c’è stata una certa inversione di tendenza con la selezione dei titoli che ha pesato sulla performance relativa del Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select Index. Tuttavia, questo effetto è stato modesto, con la selezione titoli che ha contribuito per appena -12,7 bp alla performance dell’indice ESG, quindi ben lontana dall’invertire i guadagni realizzati durante il periodo di crisi. In effetti, l’unico mese di significativo rallentamento è stato aprile 2020, durante l’immediata ripresa dalla crisi.

Figura 3: Performance attribution per la selezione titoli dell’indice Bloomberg SASB US Corporate ESG Ex-Controversies Select rispetto all’indice Bloomberg Barclays US Corporate

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Fonte: State Street Global Advisors, Bloomberg Finance L.P., al 30 aprile 2021. La performance passata non è un indicatore affidabile della performance futura. I settori sono aggiornati alla data indicata, sono soggetti a variazione e non devono essere considerati come attuali in seguito a tale date. Queste informazioni non devono essere considerate una raccomandazione ad investire in un particolare settore o ad acquistare o vendere qualsiasi titolo soprariportato. Non è possibile sapere se i settori oi titoli indicati saranno redditizi in futuro.

Fonte: ETFWorld.it

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