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SPDR ETFs: Meeting banche centrali e curva dei tassi USA: Meglio posizionarsi sulla parte a 5-10 anni

(ovvero “Il mondo era piatto… ma sta diventando più ripido!”)….

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– La curva dei tassi USA è diventata più ripida nel corso di questo mese

– Per domani 21 settembre sono attesi gli annunci di politica monetaria della FED e della BoJ

– Le curve diventeranno più ripide in vista del meeting del FOMC?

In vista dei meeting di domani 21 settembre – FED e BoJ -, il report di SPDR ETFs analizza l’andamento dei tassi USA e in particolare quale parte della curva può essere più interessante per un investitore.

Da piatta a ripida? Non così velocemente

Dopo un’estate tranquilla, le curve dei rendimenti hanno assunto un andamento più ripido. Con diversi temi oggetto di discussione – bond vigilantes, la politica dei tassi di interesse negativi (“NIRP”) e l’efficienza del QE – Kuroda (Governatore della BoJ) e la FED sono riusciti a creare una sorta di segnale forte dopo un periodo estivo relativamente tranquillo. Secondo il presidente Rosengreen della FED di Boston, il mercato sta sottoprezzando le prospettive per i tassi.

In generale, anche se la curva USA è diventata un po’ più ripida, potrebbe essere troppo presto per considerare concluso il rally di quest’anno. Dobbiamo ricordare che le curve raramente sono state così piatte. Quindi il fatto che diventino più ripide è un processo normale data la situazione attuale. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è di 11 bp a 1.69% da inizio mese ad oggi, ma sono ancora 58 bp al di sotto dei valori raggiunti il 31 dicembre 2015.

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21 settembre – Il giorno delle Banche Centrali

 

Questi sviluppi della curva dei tassi USA (e degli altri mercati sviluppati) hanno ridotto la quantità di obbligazioni con rendimenti negativi negli indici obbligazionari globali. Tuttavia questa settimana abbiamo due delle più grandi banche centrali in tutto il mondo che annunciano le loro scelte di politica monetaria. Che cosa ci possiamo aspettare in Giappone, un ulteriore allentamento e / o l’avvio del tapering? Non ci saranno rialzi dei tassi negli Stati Uniti ma piuttosto indicazioni sui piani di dicembre? Riteniamo che le due decisioni siano interconnesse e che molto dipenderà dalla BoJ.

20-21 settembre: Bank of Japan

La BoJ inizierà oggi un incontro di due giorni con un’agenda molto fitta tra politica monetaria, valutazione del NIRP e dell’efficacia QE. Tutte le opzioni restano aperte:

Taglio dei tassi: un taglio potenziale da -10 bp a -30 bp dipende da quanto la BoJ reputa efficiente questa strategia sarà. L’effetto principale di questa mossa potrebbe essere quella di far diventare più ripida la curva dei rendimenti giapponese e indebolire la valuta. Mentre l’aumento della pendenza della curva può essere efficace, come abbiamo visto nel mese di gennaio la traiettoria di rafforzamento della valuta giapponese non ha subito cambiamenti.

Acquisto di asset: come in Europa, il problema della scarsità delle emissioni obbligazionarie deve essere discusso e il risultato potrebbe essere una riduzione degli acquisti di titoli di stato giapponesi dagli attuali 80.000 miliardi di JPY ogni anno a un livello inferiore (le stime parlano di 40.000 miliardi di JPY) per distorcere la curva e far diventare più ripida la parte a lungo termine.

Il rischio di questo incontro è che potrebbe essere percepito come l’inizio del tapering in Giappone nonostante le rassicurazioni del governatore della BoJ, Kuroda, che l’azione di stimolo dovrebbe proseguire.

21 settembre: il FOMC e il famigerato Dot Plot

I futures sui Fed Funds puntano a bassissima probabilità di un rialzo dei tassi mercoledì 21. I commenti più duri dopo Jackson Hole hanno riportato la probabilità di un rialzo a settembre al 44%, ma i dati inferiori alle aspettative sui salari dei lavoratori non appartenenti al settore agricolo e i dati economici contrastanti hanno portato le probabilità di nuovo al di sotto del 20% in questo momento. Un eventuale aumento sarebbe quindi una sorpresa. Il tono del discorso della presidente della FED Janet Yellen rimarrà un fattore chiave e i suggerimenti – come l’ottimismo sull’economia – saranno oggetto di osservazione.

L’aspettativa è che la Yellen manterrà una porta aperta su un possibile rialzo a dicembre, anche se il percorso potrà rimanere graduale – più graduale rispetto a quanto sta mostrando il Dot Plot. L’inflazione core è aumentata del 2,3% nel mese di agosto dal 2,2% del mese precedente; questo non è sufficiente a giustificare un rialzo dei tassi imminente, ma è importante per il ritmo dei futuri aumenti dei tassi.

Il fatto che questi due eventi coincidano ha recentemente portato a un legame tra la forza del JPY e l’evoluzione dei rendimenti dei Treasury USA a 10 anni: più forte è lo yen, inferiore è il rendimento del Treasury a 10 anni. Questa correlazione ha iniziato a indebolirsi a fine luglio, ma ha subito un’accelerazione dopo Jackson Hole (vedi figura 3). Si tratta di una tendenza da tenere monitorata, soprattutto se la parte lunga della curva giapponese diventerà più ripida, offrendo rendimenti positivi per gli investitori nazionali e indebolendo così il supporto in termini di acquisti da parte di investitori stranieri per i titoli del Tesoro USA.

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Come posizionarsi lungo la curva? Bisogna considerare la parte a 5-10 anni

 
Queste due riunioni delle banche centrali possono potenzialmente sorprendere gli investitori. Sia che le prospettive vadano verso un “taper” o per un ulteriore diminuzione dei tassi da parte della BoJ, o che non ci si aspetti nessuna misura da parte della FED, ma un discorso improntato a una linea dura, è possibile trovare delle soluzioni per posizionare il portafoglio nel mercato dei Treasury USA. Infatti focalizzandosi sulla parte più ripida della curva, ovvero il periodo 5-10 anni, gli investitori potrebbero posizionarsi sulle porzioni della curva a 5-7 anni e a 7-10 anni per arrivare al meeting con una duration leggermente sottopesata o sovrappesata rispetto al più ampio indice sui Treasury USA.
 
Fonte:ETFWorld.it

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