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Storia ETF in America

Per capire comegli ETF sono venuti alla luce, è importante conoscere la storia del mercato azionario,….

dei fondi comuni e del mercato delle materie prime. Perchè il mercato delle materie prime? Perchè mentre gli ETFpossono sembrare simili ai fondi comuni, la genesi della loro struttura unicaorigina dal mercato delle materie prime.

Come noi vedremo, il backgroundnel settore delle materie prime di Nate Most, Chairman e Presidente di iSharesInc. e di iShares Trust, è servito a far nascere l’idea di index shares, che sono pentati noti come Exchange Traded Funds (ETF).
L’intera storia del mercato azionario fino al1970 era tutta racchiusa nella scelta di titoli specifici per massimizzare ilprofitto. Dall’inizio del 1970, tuttavia, tutto cio’ ha iniziato a cambiare.
L’idea rivoluzionaria che ha cambiata questo panorama erasemplice. Essenzialmente, era che l’investitore per definizione puo’attendersi in media una performance pari al mercato. Infatti, il libro”The Efficient Market Hypothesis” di Eugene Fama, sosteneva chetutte le informazioni disponibili sono già prezzate dal mercato ad ogni dato momento.

Gli investitori, che per definizione sono il mercato, stanno insostanza, scommettendo contro il buon senso collettivo del mercato, quando tentano di batterlo con la selezione dei titoli.
Le sottoperformance vengono amplificate dai maggiori costi di transazione.
Quindi, il miglior modo per uguagliare la performance del mercato, secondo lateoria di Fama, è di acquistare e mantenere un paniere persificato diazioni, minimizzando le commissioni, e massimizzando l’efficienza delle tasse.
Gli investitori istituzionali sono stati i primi ad avvantaggiarsi delle nuove teorie.

Il vincitore del premio Nobel William Sharpe ha lavorato con BillFouse presso Samsonite (successivamente Wells Fargo ed oggi Barclays GlobalInvestors), per aprire il primo fondo comune indicizzato nel 1971. Quelfondo è poca cosa confrontato con i fondi comuni attuali ed erastrettamente per investitori istituzionali. Nel 1976, i fondi indicizzati sono arrivati finalmente agli utenti normali.
John Bogle, il santo patrono dei fondi indicizzati, aveva lavorato con Burton Malkieldell’Università di Princeton per lanciare il primo fondo indicizzato per il pubblico.
Bogle ha aperto il fondo Vanguard-500del Vanguard Group, ed è stato insistente nel promuovere un indice con le piu’ basse commissioni e la maggiore efficienza fiscale fino ad allorapresente sul mercato.

Questa strategia ha servito bene Vanguard e gli investitori, con il fondo Vanguard-500 che ha beneficiato di un guadagnoannuale che è stato migliore di quello della maggior parte dei fondi attivi.

In questo processo, Vanguard ha silenziosamente costruito il piu’ grande fondo comune del mondo, con oltre 100 miliardi di dollari di assets.
Fino all’avvento degli ETF, i fondo Vanguard, in seguito alla struttura di azienda no-profit, aveva bassi rapporti di costi che erano inavvicinabili da altre compagnie di fondi comuni.
Quindi, con gli investitori che potevano ora acquistare il paniere di azioni ed attraccarlo agli indici di mercato, soltanto un passo rimaneva affinchè gli ETF entrassero in scena.
Cio’ che serviva era un meccanismo che permettesse ad un gruppo di azioni, di essere trattate sul mercato come una singola azione.

Agli inizi del 1980 era incredibilmente comune per gli investitori istituzionali, possedere grandi panieri di azioniche replicavano gli indici e trattare i futures sugli indici basati su questi indici.
In aggiunta, c’era una significativa attività sul mercato dei futures del Chicago Mercantile Exchange. Questi futures e ed i program trades acquistavano l’intero paniere di azioni.
Sebbene fosseroi migliori strumenti disponibili a quel tempo, erano, secondo gli standard attuali, ne convenienti e neppure efficienti da possedere sia per il privato che per l’investitore istituzionale. Il primo adapparire è stato il Cash Index Participations (CIPs), che ha iniziato ad essere trattato al Philadelphia Stock Exchange nel 1989.
L’AMEX(American Stock Exchange) ha presto seguito con Index Participation Shares (IPS).
Piu’ simili ai futures che agli ETF di oggi, gli IPS erano trattati basandosi su un prezzo che era un rapporto dell’indice sottostante.

Fin dal principio, c’è subito stato un elevato grado di interesse in questi nuovi strumenti finanziari. I CIPs egli IPS si comportavano come futures per il fatto che per ogni long c’era uno short e viceversa. Erano essenzialmente basati sullaliquidità e erano attraccati fortemente all’indice. Con l’incremento rapido della popolarità, ponevano una minaccia al trading dei futures. La SEC, che aveva approvato i prodotti, fucitata in giudizio dal Chicago Board of Trade (CBOT). Con la causa (e la CBOT)a Chicago, una sconfitta legale era certa, capi l’inventore degli ETF NateMost, che aveva conosciuto gli IPS mentre era all’ American Stock Exchange.

Sia laborsa di Philadelphia che l’AMEX furono alla fine costrette a chiudere i prodotti, quando fu aperto un giudizio contro di loro. L’IPS diede il via al TIPS. I Toronto Stock Exchange Index Participations(TIPS) furono strumenti creati per replicare l’indice Toronto-35. Furono lanciati sulla borsa di Toronto nel 1989. Al contrariodegli altri strumenti scambiabili come gli IPS ed i Futures, i TIPS non erano effettivamente dei derivati.
Come gli attuali ETF, i TIPS eranodelle unità di un fondo creato dal “Toronto Stock Exchange”.I beni sottostanti al fondo erano le quote attuali delle 35 aziende che facevano parte dell’indice TSE-35.

Queste azionierano mantenute dal fondo nella stessa proporzione come si riflettevanonell’indice, e le azioni erano quotate a circa 1/10 del valore dell’ indice sul mercato.

Piu’ tardi fu introdotto il Toronto-100 Index Participations (HIPS). I TIPS e gli HIPSebbero un grande successo in Canada, principalmente perchè (1) sipotevano dare in prestito e (2) c’era una grande richiesta di titoli in prestito a quel tempo in Canada.

Nel marzo del 2000, i TIPS e gli HIPS furono fusi in un singolo fondo TSE-60 (XIU) moltoliquido nella borsa di Toronto gestito da Barclays Global Investors. Il fondoTSE-60 aveva circa 4,6 miliardi di dollari canadesi in gestione al tempo della fusione.

La fusione fu il risultato finale di un forte contenzioso tra BGI e State Street GlobalAdvisors, che di conseguenza lancio’ un ETF basato sull’indice Dow Jones Canada-40.

L’originedel primo vero ETF ha qualcosa a che fare con la sofferenza finanziaria patita dall’ American Stock Exchange negli anni 80. Di fronte ad una cronicamancanza di risorse, Nate Most prese a cuore il problema ed usci con un prodotto che pensava potesse far guadagnare dei soldi ad AMEX.

Come egli arrivo’ a questo meccanismo ha molto a che fare con la sua esperienza come trader di commodities e la sua osservazionecirca il mercato dei fondi comuni e con tutto quello che aveva precedentemente fatto ad AMEX.

Un fisico come formazione, Mostaveva lavorato sull’acustica dei sottomarini per l’esercito degliStati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Egli aveva speso anniviaggiando attraverso l’India ed il Far East a vendere attrezzature acustiche per teatri.

Di maggior importanza per gli operatori borsistici, Most o’entrato nel settore dell’olio combustibile negli anni ’60. In quel periodo, Most inizio’ a lavorare per la borsa Pacific Commodities Exchange.

Li, venne accreditato per le ricevute di deposito, ” Tu immagazzini un bene ed ottieni una ricevuta di deposito e ti puoi finanziare con quella ricevuta di deposito.

Puoi venderla, e fare un mucchio di cosecon essa. Poichè non vuoi spostare la mercanzia avanti ed indietrotutto il tempo, la lasci in deposito e trasferisci semplicemente la ricevuta di deposito.” Questo accese la scintilla mentale che alla fine porto al primo ETF.

Inizialmente, Most lavoro’ conAMEX su prodotti indici come il Major Market Index. Questo fu creato perrispecchiare il Dow Jones Industrial Average, perchè Dow rifiuto’ di permettere a dei derivati di basarsi sul suo indice.

Tuttavia, Most ed il suo dipartimentodei derivati avevano un problema. Non avevano soldi. L’ American StockExchange stava avendo molte difficoltà nel rendere profittevole ilbusiness. “Avevano un volume base di circa 20 milioni di azioni al giornoed anche se li avevano, non vuol dire che li possedessero. Stavano spendendo molti soldi per avere nuove quotazioni, ma senza successo.

Dal nostro punto di vista, noi avevamo bisogno di un mucchio di soldiper le cose che dovevamo fare e non potevamo averli. Loro continuavano a dirciche non stavamo facendo abbastanza profitto. Cosi’ pensai: Bene,puo’ darsi che possa aiutare la parte azionaria e far entrare dei soldi.Avevo visto i fondi comuni fare boom, guadagnando velocemente mercato, senza poter essere trattati. Cosi’ ho pensato, perchè no.

A quel tempo non realizzai tutte lecomplicazioni che ci sarebbero state. Per poter uscire sul mercato, ci vollero circa due anni di complicazioni.

Anche se il processo di approvazione,fu terminato nel 1990, il primo ETF (Standard & Poor’s-500 Depositary Receipts, o SPDRs) non arrivo’ sul mercato fino a Gennaio 1993.

Il percorso fu tormentato da ostacoli regolamentariapparentemente insormontabili da parte della SEC, come anche da ostacolilogistici dovuti alla non esatta conoscenza di come i nuovi strumenti diinvestimento potevano performare e come esattamente gli investitori potevano usarli.

E’ stato un grande successo per AMEX e State Street Global Advisors (SsgA) portare gli ETF sul mercato. Il primoETF fu istituito come un Unit Investment Trusts (UIT), a causa dellafacilità e flessibilità di gestione del fondo con questa modalità.
Gli UIT erano meno cari da gestire, poichè nonrichiedevano un consiglio di amministrazione. Mentre piu’ fondi venivanopresentati e gli altri benefici dei fondi aperti venivano percepiti, questo fattore sembro’ meno importante.
L’introduzione degli SPDRs nel 1993 fu presto seguita dal fondo S&P MidCap, gestito dalla Bank of New York (BNY).
Gli WEBS furono presentati nel 1996. Questi furono dei fondirivoluzionari che permisero agli investitori Americani di investire in indiciazionari stranieri acquistando azioni su mercato azionario americano (American Stock Exchange).

Nel 1998arrivarono i DIAMONDS (ETF basati sull’indice Dow Jones IndustrialAverage). Nel marzo 1999 arrivo’ il Nasdaq 100 Trust (BNY), basato sull’indice molto popolare e volatile Nasdaq 100.

Nel 2000 il mercato si apri’ ed in quell’anno 90 nuovifondi arrivarono per gli investitori in ETF (64 dei quali negli Stati Uniti).
Alla data del 30 Giugno 2001, comprendendo i fondi HOLDRs ed i fondiattivi tedeschi DWS, il totale degli ETF disponibili globalmente era cresciuto a 169, dei quali 103 scambiati sul mercato americano.
Gli asset degliETF sono triplicati in appena 3 anni, e molte altre istituzioni finanziarie stanno seriamente pensando di lanciare dei loro ETF.
La maggior partedegli analisti ipotizzano un enorme aumento degli assets in gestione e nelnumero degli ETF, che andranno a coprire altri ambiti del mondo finanziario.

Questi comprenderanno, per esempio, nuovi ETF obbligazionari ed ETF attivamente gestiti.

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