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Tabula – L’aumento dell’inflazione renderà “più difficile estrarre i rendimenti degli asset”

Tabula – l’inflazione sarà più alta di quanto molti prevedano, sostiene l’ex capo economista di morgan stanley

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Michael John Lytle, CEO di Tabula Investment Management


Parlando a un evento organizzato dal provider di ETF obbligazionari Tabula Investment Management, l’economista Manoj Pradhan ha previsto che nei prossimi mesi l’inflazione aumenterà più di quanto molti prevedano, rimandendo alta almeno nel medio periodo.

L’inflazione negli Stati Uniti è attualmente all’1,7%, ma Pradhan, ex capo del team Global Economics in Morgan Stanley e co-fondatore della società di consulenza macroeconomica Talking Heads, avverte che potrebbe raggiungere il 3% nel corso di quest’anno. Commenta inoltre che l’aumento dell’inflazione renderà “più difficile estrarre i rendimenti dagli asset”  oscurando l’indipendenza delle banche centrali, dal momento che la classe politica farà pressione affinchè non ci sia un controllo dei prezzi.

Pradhan, che recentemente è stato coautore di un libro con il professor Charles Goodhart intitolato “The Great Demographic Reversal, Ageing Societies, Waning Inequality, and an Inflation Revival”, ribadisce che: “L’inflazione negli Stati Uniti potrebbe raggiungere un picco del 3% circa, ma sembra resistere il compiacimento per una possible ridiscesa del trend, e questo rischio deve essere messo in discussione”.

Pradhan sostiene che un’inflazione più alta è in arrivo, visti gli attuali programmi governativi di stimolo fiscale che stanno andando direttamente a iniettarsi nell’economia reale, in contrasto con gli stimoli sovvenzionati a seguito della crisi finanziaria globale del 2008 che in gran parte li ha visti indirizzati verso le istituzioni finanziarie.

Pradhan continua: “L’aumento dell’inflazione comporterà una curva dei rendimenti più ripida e i tentativi di controllarla spingeranno l’inflazione ancora più in alto, rendendo i rendimenti degli asset ancora più difficili da estrarre”.

Il CEO di Tabula Investment Management, MJ Lytle, sostiene che: “Per le economie sviluppate, discutere dell’inflazione negli ultimi 15 anni è stato relativamente poco interessante, ma dalla scorsa estate questo è cambiato. Infatti, le proiezioni di inflazione (CPI) della Bank of England per il 2024 mostrano una gamma di previsioni che vanno dalla deflazione a -1%, all’inflazione fino al 5% o 6%”.

Alla fine dello scorso anno, Tabula ha lanciato il suo US Enhanced Inflation UCITS ETF. Si tratta dell’unico ETF sul mercato che fornisce un’esposizione all’inflazione US sia attesa che realizzata in un unico ETF. Lo fa combinando l’esposizione a un portafoglio di TIPS con l’esposizione alle aspettative di inflazione statunitense (breakeven a 10 anni). Con 50 milioni di dollari di asset in gestione, sta attirando un crescente interesse da parte di investitori istituzionali e gestori patrimoniali in tutta Europa, dato che l’ETF è stato quotato nelle principali borse europee.

Pradhan sostiene che la globalizzazione e la spinta demografica sono state le grandi influenze sull’inflazione negli ultimi quarant’anni da quando l’economia cinese si è aperta al mondo.

“L’integrazione dell’economia cinese è il più grande shock storico all’offerta di lavoro globale che abbiamo visto o che probabilmente vedremo mai”, ha detto Pradhan.

L’ascesa della Cina e della sua forza lavoro globale ha fatto sì che le economie occidentali con popolazioni che invecchiano potessero esternalizzare il lavoro e beneficiare di una bassa inflazione in quanto la manodopera più economica produce beni meno costosi”.

Questo ha portato a un periodo di bassa inflazione che è durato dagli anni ’80 fino ad oggi, ma Pradhan crede che sia destinato a finire quando i benefici dell’integrazione della globale Cina inizieranno a svanire.

L’invecchiamento della popolazione mondiale significherà anche maggiori deficit e prestiti governativi. Un numero in aumento di persone che lavorano comporta generalmente spinte deflazionistiche perché producono più di quanto spendono, al contrario dei pensionati che sono generalmente inflazionistici.

Fonte : ETFWorld.it

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