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WisdomTree : Come gestire il rischio e l’efficienza del capitale nei portafogli di BTP


In termini di asset allocation strategica ampia, alla fine del 2016, per gli investitori italiani si registrava in media un’esposizione del 42% sui titoli obbligazionari che erano così la singola asset class più consistente……..

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di Nizam Hamid, ETF Strategist, WisdomTree


Nei portafogli obbligazionari italiani l’investimento in titoli governativi nazionali è considerevole, attestandosi ben al 60%, cifra in parte più elevata rispetto alla media europea del 51%, anche se in linea con le allocazioni degli investitori tedeschi e francesi. Con una ponderazione di tale portata su bond solo domestici è importante che gli investitori considerino una soluzione di copertura correlata esclusivamente ai BTP, in contrasto all’ampia copertura del debito denominato in Euro che abbiamo analizzato in precedenza.  

Anche se la copertura dei Bund è appropriata ed efficiente per l’esposizione sull’Eurozona in generale, i BTP comportano un più elevato grado di rischio politico e specifico per Paese, con un premio di rendimento rispetto ai Bund che è cambiato considerevolmente nel corso del tempo. A causa dell’assenza di omogeneità dei rischi dei BTP rispetto ai Bund gli investitori che possiedono partecipazioni ingenti in BTP potrebbero ottenere maggiori vantaggi optando per una copertura dedicata correlata ai BTP.

Per esaminare un periodo di rischio significativo in BTP abbiamo considerato il periodo del referendum in Italia alla fine del 2016, dal 3 ottobre, proprio poco dopo l’annuncio, al 6 dicembre. Durante questo breve periodo, il rendimento dei BTP decennali è balzato dall’1% al 2% mentre il rischio politico dominava i rendimenti sui mercati. Quale benchmark rappresentativo per i bond nazionali abbiamo usato il FTSE MTS Ex-Bank of Italy BTP Index. Nel momento peggiore, durante questo periodo, l’indice è sceso del 4,9%, nonostante una lieve ripresa verso la fine al -4%, dopo i risultati elettorali del 6 dicembre 2016.

Grafico 1: in tempi d’incertezza politica è necessario coprire l’esposizione sui titoli obbligazionari

Periodo: dal 1° gennaio 2014 al 10 maggio 2017

Fonti: WisdomTree, Bloomberg. La performance passata non è indicativa dei rendimenti futuri.

Per molti investitori coprire l’esposizione non significa solo proteggere il valore del capitale del portafoglio sottostante ma anche gestire la volatilità complessiva del portafoglio stesso. In tale contesto, gli investitori impossibilitati a utilizzare contratti future, opzioni o swap potrebbero trovare utile inserire in portafoglio uno dei nostri ETP di Boost quale efficiente strumento di copertura, sia dal punto di vista operativo che dei costi. A differenza dei prodotti derivati che possono risultare complessi da gestire in relazione al margine, al rischio complessivo e alla gestione dell’esposizione, un ETP di Boost consente agli investitori long only di detenere una posizione corta.

Poiché sono quotati in borsa, gli ETP beneficiano di più provider di liquidità, totale trasparenza di pricing, TER e costi di swap. E’ importante che gli investitori siano consapevoli delle caratteristiche più tecniche degli ETP short e a leva come il ribilanciamento giornaliero, l’effetto compounding e la struttura swap overcollateralizzata.

Usare un ETP a leva tripla short significa che un investitore che detiene 100 milioni di euro in BTP dovrà impegnarne solo 33,3 nell’ETP per creare un portafoglio totalmente coperto. Tale livello di efficienza del capitale si raffronta positivamente rispetto a entrambe le esposizioni 1x o 2x Short. Nonostante il portafoglio all’inizio sia coperto al 100%, mutando il valore del portafoglio sottostante e l’esposizione Short BTP anche il rapporto di copertura cambierà invariabilmente. Per conservare una posizione opportunamente coperta si è soliti mantenere il rapporto di copertura entro i limiti del +/- 5% rispetto al 100% che abbiamo scelto nel nostro esempio.

Riguardo ai risultati derivanti dall’impiego di un ETP a leva tripla short quale strumento di copertura è possibile osservare come ci sia stata una considerevole riduzione del rischio rispetto a un portafoglio senza copertura con una volatilità annualizzata in calo dal 5,5% all’1,8%. Sul fronte dei rendimenti, il portafoglio senza copertura è sceso del  4% durante il periodo, con un drawdown massimo del -4,9%. Il portafoglio interamente coperto, con il ribilanciamento, è salito dell’1,2% e senza il ribilanciamento è salito dell’1%. Il costo per adottare la copertura e mantenere una copertura ribilanciata è stato stimato a 8,55bp, riflettendo le cinque transazioni di ribilanciamento del rapporto di copertura.

Grafico 2: un portafoglio interamente coperto gestisce il rischio

Periodo: dal 3 ottobre 2016 al 6 dicembre 2016.

Fonti: WisdomTree, Bloomberg. Il valore di un investimento in ETP può aumentare così come diminuire e la performance passata non è indicativa dei rendimenti futuri.

Gli investitori possono inoltre usare gli ETP short con livelli più alti di leva i quali sono ancora più efficienti dal punto di vista dei capitali nel contesto del portafoglio complessivo. Consideriamo ancora il portafoglio da 100 milioni di euro: usare un -2x ETP richiede una posizione di 50 milioni di euro per fornire un portafoglio interamente coperto.  Usare un -3x ETP riduce questa necessità a 33,3 milioni di euro mentre usare un -5x ETP offre un’efficienza del capitale anche superiore che richiede solo 20 milioni di euro per offrire un portafoglio interamente coperto. Un più alto fattore di leva potrebbe richiedere operazioni di ribilanciamento più frequenti ma è anche possibile ampliare i parametri di ribilanciamento e ottenere comunque una copertura efficiente. Durante lo stesso periodo abbiamo analizzato un -5x ETP che avrebbe consentito di ottenere un’analoga copertura di portafoglio ma con un’efficienza del capitale ben maggiore. A livello di portafoglio, un ETP a leva più alta non implica un più elevato rischio complessivo, come illustrato dalla volatilità del portafoglio.

Grafico 3: performance ed efficienza del capitale del portafoglio

Fonte: WisdomTree

Sintesi

Gli ETP short fixed income di Boost offrono uno strumento efficiente dal punto di vista operativo e del capitale per proteggere i portafogli obbligazionari. Gli investitori con consistenti partecipazioni nei titoli governativi nazionali potrebbero beneficiare della copertura usando gli ETP su BTP, Bund e Gilt. In un contesto in cui la BCE probabilmente chiuderà il programma di allentamento quantitativo e con possibili moderati rialzi dei tassi d’interesse, le strategie di copertura per i portafogli obbligazionari probabilmente diventeranno sempre più utili. Le attenzioni degli investitori si concentreranno presumibilmente sui BTP anche a causa del rischio politico dovuto alle elezioni attese l’anno prossimo in Italia.

 

Fonte: ETFWorld.it

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