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WisdomTree – È il momento di puntare sull’oro con copertura valutaria

WisdomTree : Tradizionalmente, quando si verifica un aggravamento del deficit delle partite correnti ed un peggioramento del bilancio governativo (un fenomeno che spesso viene chiamato “deficit gemello”), si è di fronte all’inizio di un periodo di debolezza prolungata della valuta statunitense.

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A cura di Nitesh Shah e Pierre Debru, Directors, Research di WisdomTree


  • Si profila all’orizzonte un periodo di debolezza prolungata per il dollaro USA;
  • Un prodotto sull’oro con una copertura valutaria permetterebbe di partecipare al 100% del suo rialzo;
  • Le nostre previsioni indicano che, l’anno prossimo, investire sull’oro senza una copertura valutaria potrebbe comportare una perdita di 52 dollari l’oncia su un guadagno di 545 dollari l’oncia da qui ad un anno;
  • Storicamente, quando l’oro è salito di più del 5% in un mese, la sua versione hedged ha sovraperformato quella senza copertura;
  • La copertura è un’opzione ancora più allettante grazie al calo dei relativi costi, che hanno quasi raggiunto il loro record minimo da cinque anni a questa parte.

Il disavanzo delle partite correnti indica che il paese sta importando più prodotti e servizi di quanti ne stia esportando e che, di fatto, si stia indebitando con il resto del mondo, mentre Il disavanzo di bilancio federale significa che il governo sta spendendo più di quanto guadagni, indebitandosi dunque a sua volta. Storicamente l’aumento combinato di queste tipologie di debiti desta preoccupazioni che si traducono nella debolezza del dollaro USA.

Se si profila all’orizzonte un periodo di debolezza strutturale per il dollaro USA, un investitore europeo (in euro o in sterline) che punti sull’oro potrebbe farsi sfuggire potenziali guadagni se il suo investimento non è coperto. L’oro espresso in dollari USA è avvantaggiato dalla debolezza di tale valuta, ma chi detiene oro espresso in altre valute (ossia privo di copertura) non ci guadagna; la copertura potrebbe fruttare all’investitore europeo un rendimento analogo rispetto all’investitore statunitense.

Gli utili realizzati dall’oro espresso in dollari nell’anno prossimo saranno dovuti in parte al deprezzamento della valuta statunitense (figura 2), ma un investitore in euro o in sterline britanniche con un portafoglio in moneta locale e che detiene un prodotto sull’oro basato sul dollaro potrebbe perdere una parte degli utili attribuibili alla debolezza di questa valuta. Numericamente, su un aumento di 545 dollari l’oncia del prezzo dell’oro da qui al terzo trimestre del 2021, un investitore senza copertura potrebbe perdere 52 dollari l’oncia, e cioè il 9,5% dell’incremento rispetto a chi ha utilizzato prodotti hedged.

Analizzando il rapporto storico tra l’oro e il dollaro statunitense, abbiamo notato nel nostro modello che la loro correlazione è negativa nella maggior parte dei periodi esaminati: in altre parole, quando l’oro sale, tendenzialmente il dollaro scende. Dal punto di vista di un investitore straniero senza copertura (per esempio nel caso di un investitore in euro o in sterline britanniche), ciò significa che, quando l’oro sale, una parte del suo aumento viene decurtata dalla valuta che presenta un andamento opposto. Vale la pena di osservare, però, che durante le crisi finanziarie la correlazione negativa tra il dollaro e l’oro tende a venir meno perché entrambi si comportano come beni rifugio: in tali scenari, la versione senza copertura si avvantaggia sia dell’ascesa dell’oro sia di quella del dollaro USA.

Un ultimo punto da considerare per un investitore in oro che punti a sfruttare la potenziale debolezza del dollaro nel prossimo futuro è il costo della copertura (costo del carry). La copertura valutaria non è gratuita ed è soggetta a un carry, che può essere positivo o negativo e può essere approssimato utilizzando il differenziale tra i rispettivi tassi di interesse interni delle due valute della coppia.

La cosa davvero interessante è che, dopo un periodo in cui il costo del carry per coprire l’asset statunitense con l’euro (o, analogamente, con la sterlina britannica) era estremamente alto a causa della divergenza tra la politica monetaria statunitense e quella europea, ora il suddetto costo è sensibilmente diminuito. Inoltre, il mutamento del quadro politico della Federal Reserve, con la banca centrale che ora pone l’accento sull’inflazione media, fa presagire una prosecuzione della convergenza tra le politiche monetarie dei due blocchi economici per un periodo di tempo prolungato, a differenza di quel che è avvenuto nel 2015/2016 con l’aumento prematuro dei tassi statunitensi.

Con il possibile inizio di un ciclo negativo pluriennale per il dollaro e il costo della copertura che è sceso fino a sfiorare i minimi storici dell’ultimo quinquennio, una copertura per le loro esposizioni sull’oro è estremamente allettante per gli investitori europei (in euro o in sterline). Abbiamo previsioni ottimistiche sull’oro per l’anno prossimo e si rischia di perdere una parte del suo apprezzamento potrebbe se si detiene una posizione priva di copertura.

Nel caso di scenari rialzisti per l’oro (ossia qualora il suo prezzo salga di più del 5% al mese), la relativa esposizione con copertura valutaria sovraperforma quella priva di copertura.  Forti del nostro ottimismo sull’oro negli anni a venire (in un ambiente di espansione monetaria e fiscale), crediamo che un’esposizione coperta possa sfruttare pienamente il potenziale del metallo prezioso.

Fonte: ETFWorld.it

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