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WisdomTree Europe commentary – Crollo del prezzo del petrolio: quali opportunità per gli investitori?

Viktor Nossek, Responsabile Ricerca di WisdomTree Europe commenta il crollo del prezzo del petrolio e parla delle opportunità per gli investitori…


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Viktor Nossek, Responsabile Ricerca di WisdomTree Europe


“Il prezzo del petrolio è sceso al suo livello più basso negli ultimi quattro anni e  qualcuno ipotizza ulteriori ribassi, fino a 40 dollari al barile. Una possibilità per invertire il calo risiede nella riduzione della produzione da parte dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC).

Grandi nazioni produttrici di petrolio come la Nigeria, il Venezuela e la Russia soffrono maggiormente questa situazione. Questi Paesi sembrano disposti a tagliare la loro produzione ma, senza il supporto dell’OPEC, tutto ciò risulta di difficile realizzazione dal momento che una disposizione del genere andrebbe a minare le loro già fragili finanze statali e anche concedere una quota di mercato in seguito potrebbe essere un prezzo troppo alto da pagare.

Per gli investitori vediamo come più vantaggiosa la vendita e la liquidazione di posizioni long. Il mercato del NYMEX mostra quasi 280.000 contratti del petrolio greggio WTI detenuti come posizioni nette long, in altre parole il 13% delle posizioni aperte, percentuale che rappresenta un valore molto elevato se si considera che quando il petrolio ha raggiunto il picco di 145 dollari/barile nell’estate del 2008, essa era pari all’11%.

A livello globale gli investitori in ETP short and leverage a ottobre hanno costruito la loro scommessa rialzista sul petrolio greggio per un valore pari a 318 milioni di dollari di acquisti in ETP long. Queste scelte sono state fatte sulla base dell’elevata volatilità del petrolio greggio e a seguito del vertiginoso crollo dell’oro nero registrato in estate. Queste posizioni contrarian potrebbero non essere sostenibili e gli investitori potrebbero essere potenzialmente costretti a chiuderle. Quegli investitori che hanno posizioni long potrebbero trovare negli ETP 3x short legati all’andamento del petrolio uno strumento efficace da utilizzare come copertura.

L’ETP 3x short Oil (3OIS) è salito del 26% nonostante il petrolio greggio WTI sia sceso, al 26 novembre, dell’8,5% e questo a riprova della sua efficienza su posizioni short pensata per proteggere le posizioni long. Difatti, mentre dal mese di luglio il petrolio greggio ha continuato a seguire una traiettoria discendente, l’ETP 3OIS è aumentato del 134,7%, ossia oltre quattro volte rispetto al petrolio greggio WTI (vedi tabella):

Il tasso del crollo del petrolio greggio potrebbe dipendere dalle previsioni sulla Cina. Un buon indicatore è il rame che è andato indebolendosi quest’anno a fronte di una significativa sovraccapacità. Questa fase di eccesso di disponibilità ancora in corso, comporterà un ulteriore indebolimento della produzione, rafforzando potenzialmente il sentiment negativo sul petrolio”.

Ci si aspetta che le compagnie petrolifere non siano in grado di far fronte a una volatilità simile a quella del petrolio, con il rischio di perdite sempre più ingenti dovute all’esigua fiducia sul petrolio greggio. Questi timori derivano dai deludenti dati relativi alla produzione di Europa e Cina, parallelamente al fatto che i migliori risultati si registrano laddove essi risultino essere meno necessari – almeno per quanto riguarda le compagnie petrolifere – ovvero negli Stati Uniti.

In Italia il settore azionario dell’energia è in calo del 13% da inizio anno e di oltre il 20% negli ultimi tre mesi.

Fonte: ETFWorld.it

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