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WisdomTree Europe: La ripresa dell’Eurozona, non la Grexit, è il vero punto di pressione del mercato obbligazionario

Con la Grecia ormai sul punto di uscire dall’UEM (“Grexit”), la permanenza del Paese ellenico nell’Euro è ancora rilevante solo nella misura in cui un default avverrà in maniera ordinata o caotica…..

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Nell’uno o nell’altro caso, i mercati obbligazionari hanno già prezzato l’insostenibile onere debitorio greco, con i rendimenti dei titoli sovrani di lungo periodo saldamente avviati verso l’insolvenza ben prima che la BCE annunciasse l’intenzione di promuovere il piano di QE.

Le probabilità di un’uscita della Grecia dall’Euro, intensificatesi negli ultimi giorni, hanno spinto gli investitori a vendere massicciamente i bond italiani, spagnoli e portoghesi, accumulando al contempo i titoli ritenuti un “porto sicuro”, ossia i Bund decennali tedeschi. E’ tuttavia ragionevole ipotizzare che questi movimenti, nel breve periodo, siano dettati dal sentiment, dal timore dell’ignoto che grava sull’animo degli investitori. In realtà, la forza dei fondamentali dell’Eurozona rende poco credibile un deragliamento della ripresa europea, nel lungo termine, dovuto all’eventuale defezione della Grecia.

Di fatto, la moneta unica europea, che rappresenta forse il parametro più affidabile della crescita sostenibile all’interno dell’Area, è rimasta stabile, a indicare che complessivamente la fiducia nell’Eurozona non è stata intaccata. Da febbraio il cambio euro/dollaro si è aggirato attorno a 1,11 con una volatilità implicita del 13%, tasso invariato dall’inizio dell’anno, anche in assenza di progressi nella situazione greca. Mentre la Grecia sfuma all’orizzonte, il consolidamento della ripresa dell’Eurozona probabilmente rappresenterà il vero punto di pressione per i mercati obbligazionari dell’Area.

I punti di cui sotto ribadiscono perché riteniamo che il sentiment sia di breve che di lungo periodo rimarrà probabilmente pessimista sui mercati obbligazionari dell’Eurozona e perché un posizionamento ribassista potrebbe dimostrarsi una strategia vincente:

•             I titoli obbligazionari dei Paesi periferici europei hanno risentito dell’aumentata volatilità, con l’imposizione dei controlli sui capitali per le banche greche e senza ulteriori finanziamenti da parte della BCE ad allontanare la prospettiva di una “Grexit”. Il referendum di domenica prossima alimenta le incertezze.

•             L’inasprimento del sentiment verso i titoli obbligazionari dell’Eurozona sta tracciando un solco tra i rendimenti dei bond considerati un “porto sicuro” e quelli dei Paesi periferici europei. Gli investitori ricercano copertura tramite il Bund tedesco ed evitano i titoli di Stato italiani, spagnoli e portoghesi.

•             La volatilità del mercato obbligazionario dell’Eurozona probabilmente continuerà, a prescindere dagli sviluppi in Grecia, con il miglioramento dei fondamentali nelle restanti economie dell’Area. La forza dell’euro è l’indicatore più attendibile che la fiducia nell’Eurozone è rimasta inalterata e il rischio di contagio è limitato.

•             Il settore bancario è più solido oggi di un anno fa. La ricapitalizzazione e la ristrutturazione degli istituti di credito, insieme ai finanziamenti a buon mercato promossi dalla BCE, stanno incoraggiando le banche dell’Eurozona a smettere di fare incetta di debito statale per ritornare a privilegiare investimenti più rischiosi, estendendo il credito a imprese e famiglie. Ciò consoliderà la ripresa dell’Eurozona trainata dalla domanda interna.

•             La posizione ribassista sul reddito fisso europeo potrebbe dimostrarsi una strategia vincente. Gli ETP short leveraged che replicano i Bund tedeschi e i BTP italiani rappresentano una forma d’investimento efficiente per giocare questa carta.

Fonte: ETFWorld.it

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